ROVELLI HA RAGIONE. LA BUGIA DEI GUERRAFONDAI CHE CI PORTERÀ ALLA FINE DEL MONDO

di Pasquale Di Matteo

Il tempo passa e l’Europa corre verso la guerra con imbarazzante follia.

L’orologio batte il tempo. È il suono sordo di un meccanismo che abbiamo oliato con l’indifferenza della tecnocrazia al potere.

Fuori, la pioggia batte sui vetri come dita ossute, ma il vero rumore, quello che dovrebbe tenerci svegli la notte, è il silenzio di chi ha deciso che la diplomazia è un lusso che non possiamo più permetterci.

Con un articolo sul Corriere della Sera, Carlo Rovelli ha ricordato la spirale di violenza in cui ci siamo cacciati.

Guardiamo al presente come se fosse un film già scritto, dove i buoni e i cattivi sono definiti da un copione che non ammette sfumature. Eppure, la Storia non è un romanzo di serie B né si può far partire a piacere dal 2022 o dal 7 ottobre 2023, dimenticando tutto ciò che è avvenuto prima e che ha determinato gli avvenimenti di quegli anni.

La storia è un groviglio di fili spezzati.

I documenti del National Security Archive parlano chiaro, anche se abbiamo imparato a far finta di non sentirli: nel 1990, le promesse di non espandere la NATO di “un solo pollice” verso Est non erano solo parole al vento, ma il patto di sangue su cui poggiava la stabilità post-Guerra Fredda.

Noi occidentali abbiamo tradito quel patto. Abbiamo stretto la Russia in un abbraccio soffocante, ignorando i suoi sussulti, alimentando le paure di chi, vedendo missili balenare all’orizzonte, ha reagito con la ferocia dei disperati.

Ma la verità ha un sapore amaro per chi non vuole capire.

È innegabile che Mosca abbia violato il diritto internazionale, che abbia calpestato la sovranità, che abbia versato sangue innocente. Ma puntare il dito è un gioco da bambini quando le proprie braccia sono sporche fino ai gomiti.

Dov’eravamo mentre le bombe israeliane radevano al suolo Gaza e massacravano decine di migliaia di civili?

Dov’era l’indignazione collettiva quando gli Stati Uniti, nel silenzio assordante di chi conta, rapivano il presidente di una nazione sovrana senza alcun mandato internazionale?

Dov’eravamo quando gli stessi Usa intervenivano in Iran o in ogni angolo di globo dove la sovranità altrui diventava un fastidio per gli interessi del blocco occidentale?

E dove siamo oggi, nei confronti di Israele e degli Usa che fanno tutto ciò che vogliono in aperta violazione del Diritto internazionale?

Dove sono le risoluzioni a proteggere quegli innocenti? Dove sono mai state per proteggere gli innocenti del passato in Iraq, invaso dopo l’invenzione delle armi chimiche di Saddam da parte della CIA?

C’era, e c’è sempre stata, solo la legge del più forte, travestita da esportazione di democrazia.

Il SIPRI ci dice che la spesa militare mondiale sta volando verso cifre da capogiro, come se stessimo tutti, nessuno escluso, preparando l’ultimo atto di una tragedia greca.

La modernizzazione nucleare non è un gioco di strategia. È un suicidio collettivo che stiamo finanziando con le nostre tasse e con la nostra apatia.

Rovelli ci chiede di svegliarci, di capire che la sicurezza non si compra con un altro carro armato, ma con il coraggio di ammettere le proprie responsabilità.

Siamo diventati esperti nel guardare la pagliuzza nell’occhio dell’altro ignorando la trave che ci sta schiacciando il petto.

Questa non è politica. Questa è ipocrisia vestita di perbenismo.

Se continuiamo a negare la complessità della realtà, se rifiutiamo di guardare negli occhi il “nemico” per capire cosa lo spaventa, finiremo per bruciare tutto. Non ci sarà un vincitore tra le macerie radioattive. Ci saranno solo silenzi.

Il Segretario Generale dell’ONU lo ha detto apertamente: la legalità è il pilastro su cui regge il tetto del mondo. Ma quel tetto sta crollando perché lo abbiamo scosso noi, con la nostra arroganza selettiva.

Kennedy, nel 1962, aveva capito che la coesistenza pacifica non era un segno di debolezza, ma l’unica vera forma di saggezza. Oggi, quella saggezza è stata sostituita dal rumore della propaganda.

Dobbiamo scegliere.

Possiamo continuare a giocare alla guerra, a dividere il mondo tra “noi” (i giusti) e “loro” (i mostri), ignorando che il confine tra le due parti è sottile come il vetro di una finestra del secolo scorso.

Oppure possiamo finalmente guardarci allo specchio.

La pace non è un regalo che cade dal cielo, ma una costruzione che arriva al tetto con fatica. È una costruzione difficile, che richiede di sedersi a un tavolo con chi odiamo, accettando che, forse, non abbiamo sempre avuto ragione noi e che dobbiamo anche imparare a ingoiare amaro, dopo aver preteso sempre che a ingoiare fossero gli altri.

Dobbiamo pretendere leader che conoscano la storia e giornalisti che non si fermino a leggere le pagine del nostro passato partendo dal 2022. Abbiamo bisogno di competenze, di conoscenze.

Perché solo competenze e conoscenze offrono quelle visioni e quelle mentalità aperte necessarie a dare un futuro al mondo.

L’ignoranza storica, come si evince, produce mostri in talk show spazzatura e negli articoli di tanti che hanno ancora la faccia tosta di definirsi giornalisti, quando hanno smesso di informare i cittadini da tempo, preferendo diventare cani da compagnia del potere.

Il tempo stringe. Il ticchettio del tempo che passa, ve lo assicuro, sta diventando sempre più forte.

E il burrone avanza più veloce di una tempesta in arrivo.

FONTI:

SIPRI

ISSFORUM

NATIONAL SECURITY ARCHIVE

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo

«La geopolitica non è solo studio del potere. È l'arte di leggere il mondo prima che il mondo ti sorprenda.» Sono un analista geopolitico e comunicatore strategico con un Master in Politiche Internazionali ed Economia. Scrivo saggi, formo leader e costruisco ponti culturali tra Italia e Giappone attraverso il Metodo Kinsaisei, un approccio che unisce rigore, visione e intelligenza relazionale. Lavoro con istituzioni, media e think tank che hanno bisogno di orientarsi in scenari globali in rapida evoluzione. GEOPOLITICA Analisi degli scenari internazionali, report strategici e contributi per media e istituzioni. ARTE & GIAPPONE Critica d’arte, eventi culturali e rappresentanza in Italia della cultura giapponese contemporanea. COACHING & COMUNICAZIONE Il Metodo Kinsaisei per sviluppare leadership, comunicazione e intelligenza relazionale. www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com

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