Per tre anni ci hanno spiegato che la scienza era un dogma indiscutibile, una pietra monolitica scolpita da virologi promossi a divinità televisive.
Chiunque osasse sollevare un dubbio, chiedere un dato o anche solo esibire un dubbio metodologico veniva marchiato a fuoco come complottista, analfabeta funzionale, nemico del popolo.
Solo che oggi abbiamo dati, documenti e testimonianze.
E abbiamo i diari privati e le annotazioni riservate di Anthony Fauci, resi pubblici dalle commissioni del Senato americano guidate da senatori come Rand Paul, che hanno aperto uno squarcio devastante nel muro d’omertà che proteggeva la gestione globale della pandemia.
La scoperta, clamorosa quanto sconcertante, è che la distanza tra quello che i condottieri dell’emergenza pensavano al chiuso dei loro uffici e quello che predicavano alle folle spaventate è abissale.
LA DOPPIA VERITÀ DI FAUCI
Nel febbraio del 2020, mentre nei talk show mondiali si iniziava a orchestrare la sinfonia del terrore, nei suoi appunti personali Fauci annotava lucidamente che la letalità del COVID-19 era attorno allo 0,2%-0,3%.
In sostanza, un valore del tutto paragonabile a quello di una severa influenza stagionale.
Un mese dopo, l’11 marzo, lo stesso idolo delle folle parlava pubblicamente al Congresso americano di una mortalità del 3%. Una differenza da niente: dieci volte tanto. Un moltiplicatore di panico indispensabile per preparare il terreno alle serrate generali.
Per tre anni, la favola ufficiale ha raccontato la storiella del pangolino infetto venduto al mercato di Wuhan, e si derideva come delirio cospirazionista l’ipotesi della fuga dal laboratorio.
Peccato che i diari svelino che, durante una celebre teleconferenza organizzata all’inizio del 2020 tra Fauci e undici illustri scienziati, ben nove di essi concordavano sul fatto che la struttura genetica del virus suggerisse un’origine artificiale, frutto con ogni probabilità di una fuoriuscita accidentale dall’Istituto di Virologia di Wuhan.
Ma la verità venne seppellita sotto una valanga di smentite pubbliche, utili a tutelare i finanziamenti americani alla ricerca sul Gain-of-Function distribuiti generosamente all’ente EcoHealth Alliance.
Poi c’è il silenzio delle aule parlamentari. Messo di fronte alle proprie responsabilità nell’audizione al Senato USA, l’ex zar della sanità americana si è avvalso per ben 111 volte del Quinto Emendamento per non rispondere e non incriminarsi.
Un record olimpico di mutismo per chi si proclamava enciclopedia vivente della trasparenza scientifica.
L’EFFETTO AVVERSO TACIUTO E L’IMPERO DEI PREMI
Nelle sue memorie riservate, datate 19 giugno 2021, Anthony Fauci racconta una giornata vissuta come un incubo: dolori al petto, sospetto di tumore, poi la diagnosi definitiva di infarto polmonare causato da un’embolia, un quadro clinico insorto esattamente cinque mesi dopo la somministrazione della dose del vaccino a mRNA.
Sia chiaro che Fauci nei suoi appunti non mette mai nero su bianco una correlazione di causa-effetto tra il siero e la sua embolia e nessuno intende speculare sulla salute altrui, ma resta da capire come mai un evento medico così rilevante, capitato al più fervente promotore della vaccinazione di massa nel mondo, sia stato tenuto rigorosamente nascosto all’opinione pubblica.
Perché alla popolazione veniva venduto il mantra dell’assoluta e totale assenza di rischi, mentre persino i generali dell’emergenza affrontavano complicazioni vascolari sotto stretto controllo medico?
Mentre la gente perdeva il lavoro, le aziende fallivano e i ragazzi venivano murati in casa con la didattica a distanza, la burocrazia sanitaria incassava milioni di dollaro.
Durante le udienze, i senatori americani hanno mostrato i cartelli con la lista dei premi in denaro ottenuti da Fauci; un fiume di centinaia di migliaia di dollari sollecitati e incassati sfruttando personale e risorse federali, in un conflitto di interessi imponente che sfugge a ogni logica di servizio pubblico.
LO SPECCHIO ITALIANO DI FAUCI
Chi pensa che l’affare Fauci sia solo uno scandalo americano a uso e consumo della politica di Washington commette un errore imperdonabile, poiché l’Italia è stata il laboratorio di questo meccanismo, applicando con zelo maniacale ogni singolo dogma importato dagli USA, trasformandosi nel paese dei decreti a rete unificata e dei lasciapassari sanitari.
Ricordate le parole scandite con piglio solenne dall’allora Presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa? “Il green pass è una garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose… non ti vaccini, ti ammali, muori, oppure fai morire”.
Un’asserzione apodittica che con la scienza non aveva nulla a che fare, priva di qualsiasi studio e dato scientifico a supporto.
I verbali e le testimonianze raccolte oggi dalla Commissione d’inchiesta parlamentare italiana, come quella dell’ex direttore dell’INMI Spallanzani, Giuseppe Ippolito, dipingono un quadro identico a quello americano.
Le raccomandazioni dei comitati tecnico-scientifici venivano regolarmente ignorate o piegate quando non coincidevano con i desiderata della politica e a gestire la sanità di una nazione in ginocchio c’era un ministro, Roberto Speranza, laureato in Scienze Politiche, che decideva sulle libertà personali, sulle mascherine all’aperto e sulle chiusure degli esercizi commerciali sulla base di criteri ampiamente discrezionali, senza competenze mediche e senza un solo dato scientifico a supporto che non fosse messo in discussione, non dalla sciura Maria dell’appartamento di fianco, ma da diversi medici.
Ed ecco l’ulteriore cortocircuito: il 18 maggio 2021, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella insigniva Anthony Fauci del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, massima onorificenza dello Stato.
Oggi quell’onorificenza pesa come un macigno indelebile.
Come si può mantenere un titolo di tale caratura a un funzionario straniero che oggi tace davanti al Congresso del suo Paese, dimostrando di non avere né dati né argomentazioni credibili a difesa delle sue scelte e dei suoi comportamenti? Un uomo che nei suoi diari smentiva ciò che affermava in TV e che ha partecipato a una narrazione opaca che ha sacrificato la trasparenza in nome dell’opportunismo istituzionale?
In una democrazia matura e indipendente, la revoca di quell’onorificenza sarebbe il minimo sindacale per dignità nazionale.
Non si tratta di vendetta retroattiva. Nessuno cerca lo scalpo per il gusto di esibirlo, ovviamente, ma si tratta, casomai, di una questione di sopravvivenza civile e di un monito per chi volesse riprovarci.
Se non pretendiamo risposte chiare oggi sui contratti secretati con le multinazionali farmaceutiche, sulle decisioni prese al di fuori dei dati scientifici veri, sui conflitti di interesse occultati e sulle carriere personali ed economiche edificate sulla pelle dei cittadini, cosa accadrà alla prossima emergenza?
Quale margine di fiducia potrà mai riporre la popolazione in istituzioni internazionali, a partire dall’OMS, che hanno dimostrato di rispondere a logiche di potere e di profitto invece che alla tutela della salute pubblica?
I diari segreti di Fauci sono prove solide e deflagranti.
Continuare a far finta di niente, far finta che sia stato tutto un “incidente di percorso” guidato dalla buona fede, significa essere complici di un inganno.
È il momento di restituire alla scienza il suo vero significato: il dubbio, la verifica, il contraddittorio e l’onestà intellettuale.
Tutto il resto è solo pessima politica travestita da scienza.
E questa storia potrà concludersi solo quando, finalmente, tutti i protagonisti della pagina più oscura della storia repubblicana ne risponderanno alla giustizia.
FONTI CONSULTATE E RIFERIMENTI INFORMATIVI
Resoconti dell’Audizione del Senato degli Stati Uniti d’America – Sottocommissione sulle crisi pandemiche
Estratti dai diari interni e appunti riservati di Dr. Anthony S. Fauci (2020-2021) pubblicati su atti del Congresso USA.
Verbali e testimonianze dirette presso la Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Repubblica Italiana sulla gestione dell’emergenza sanitaria COVID-19.
Atti ufficiali della Presidenza della Repubblica Italiana (Onorificenze del 18 maggio 2021).
Estratti dalle conferenze stampa ufficiali del governo italiano (Presidenza del Consiglio dei Ministri.)

