TRUMP SEMPRE PIÙ SOLO IN PATRIA E SEMPRE PIÙ ISOLATO NEL MONDO

Mentre lo Stretto di Hormuz si trasforma nella tomba della deterrenza occidentale, l’assassinio di Ali Larijani cancella l’ultimo margine di manovra diplomatica. Tra il collasso del consenso MAGA e il paradosso di un’energia russa finanziata dal caos americano, l’ordine mondiale affronta il suo scacco matto definitivo.

CENERE SU TEHERAN E SETE NEL GOLFO. L’ULTIMO AZZARDO DELL’EGO-POLITICA MONDIALE

Mentre il fumo dei pozzi petroliferi oscura Teheran, il regime risponde colpendo l’unica risorsa più preziosa del greggio: l’acqua. Tra l’ascesa al potere di Mojtaba Khamenei e le scommesse elettorali di Trump e Netanyahu, si consuma il tramonto della razionalità geopolitica e l’inizio di una guerra biologica per la sopravvivenza nel deserto che potrebbe decretare non soltanto la fine dell’Occidente, ma dell’intera umanità.

QUANDO PRESIDENTI MEDIOCRI HANNO ESERCITI POTENTI, IL DISASTRO È DIETRO L’ANGOLO

L’illusione del conflitto limitato è svanita tra le fiamme di Erbil e il silenzio dello Stretto di Hormuz. Il collasso della stabilità globale, dove l’intelligenza artificiale coordina raid vietati e la vecchia diplomazia annega nel fango di una guerra senza confini. Il mondo che conoscevamo è finito stamattina: ecco cosa resta tra le macerie dell’ordine mondiale.

L’OCCIDENTE HA DECISO DI “VENDERE” ZELENSKY

Da Churchill a capro espiatorio: l’improvvisa “scoperta” della corruzione a Kiev è il segnale della fine. Analisi del voltafaccia USA, del realismo di Trump e del suicidio strategico europeo mentre si prepara la liquidazione controllata dell’Ucraina.