BOEING FANTASMA A MOSCA: IL CAPO DELLA CIA SBARCA IN SEGRETO MENTRE GLI USA CHIEDONO A KIEV DI SPEGNERE I CANNONI. COSA CI NASCONDONO?

di Pasquale Di Matteo

Mentre i soliti oracoli in giacca e cravatta ci spiegano, da quattro anni e mezzo, quanto Mosca sia annientata, ma quanto, allo stesso tempo, sia morale armarsi fino al collo per prepararci all’invasione della superpotenza russa, succede che a bordo di un Boeing C-17 Globemaster della US Air Force – sigla di volo RCH4555 – qualcuno molto più pragmatico decida di saltare l’intermediario.

Quel qualcuno si chiama John Ratcliffe, è il direttore della CIA, ed è atterrato in gran segreto a Mosca dopo uno scalo tecnico a Riga.

Nessun tappeto rosso, nessun comunicato stampa, nessun momento di gloria davanti ai microfoni della stampa internazionale.

Il Cremlino dice di “non avere notizie dell’aeroplano”, Langley si nasconde dietro un “no comment”, e la Casa Bianca fa finta che i radar dei cieli baltici abbiano preso una cantonata.

Ma i tracciati di volo non mentono mai, specie quando mostrano un bestione militare da ottanta tonnellate che parte, presumibilmente, da Joint Base Andrews, fa tappa nelle Repubbliche Baltiche e va a posare le sue ruote proprio sul suolo dell’arcinemico.

La diplomazia, d’altronde, si fa così, nell’ombra, senza testimoni e soprattutto senza rompiballe tra i piedi. Non si fa certo in televisione o con gli incontri in presenza di giornalisti leccapiedi, senza invitare l’avversario. O il nemico.

GI USA A KIEV. NON ATTACCATE MENTRE CI SONO I NOTRI IN RUSSIA

Prima che quel Boeing staccasse l’ombra da terra, da Washington è partita una telefonata a Kiev, con un messaggio di quelli che non ammettono repliche: “Stiamo mandando un emissario di primissimo piano a Mosca, quindi per favore sospendete qualsiasi attacco, lancio di droni o tiro d’artiglieria su Mosca e San Pietroburgo per tutto il tempo in cui gli americani saranno lì”.

A testimoniare quanto l’Europa sia insignificante per Washington, gli alleati europei non sono stati nemmeno informati.

Bruxelles e i vari governi del Vecchio Continente continuano a giocare con i soldatini, a celebrare l’acquisto di kit di guida laser americani per centinaia di milioni e a svendere i propri gioielli tecnologici e di difesa ai fondi d’oltreoceano in nome di una sedicente “autonomia strategica”, mentre i padroni del mondo trattano direttamente sopra le nostre teste.

È la solita, tragicomica fantozziana che va in scena dal 2022: in Europa ci cibiamo di retorica e sanzioni, mentre a Washington e Mosca ci si scambia il potere.

Di cosa abbiano parlato dentro quelle stanze insonorizzate è materia su cui si può solo ragionare per ipotesi, ma gli indizi lasciano tracce fin troppo evidenti.

La prima pista porta dritta al terreno su cui Ratcliffe ha già dimostrato di sapersi muovere con disinvoltura: gli scambi di prigionieri. Non sarebbe la prima volta che i servizi segreti usano la moneta umana come moneta di scambio diplomatica.

Lo si è già visto ad Abu Dhabi con la liberazione della cittadina russo-americana Ksenia Karelina, così come negli accordi di Ankara, che hanno riportato a casa giornalisti e prigionieri illustri come Evan Gershkovich, Alsu Kurmasheva e Paul Whelan.

Se la politica ufficiale si incastra nei suoi stessi slogan e non può più parlare senza perdere la faccia davanti al proprio elettorato, il microfono passa inevitabilmente alle spie.

Nessun verbale, nessun passaggio parlamentare, nessun alleato tra i piedi. È il canale che funziona proprio perché non deve rendere conto a nessuno.

C’è poi la seconda ipotesi, quella che la narrazione dominante cerca disperatamente di nascondere: la partita ucraina è in fase di stallo e i costi finanziari, militari e politici sono diventati insostenibili persino per le casse americane.

Mentre le città continuano a subire bombardamenti e il fronte si sgretola, la diplomazia parallela cerca una via d’uscita prima che il banco salti del tutto.

Vi è anche un terzo possibile tema.

Il viaggio si è svolto mentre gli Stati Uniti esercitano pressioni sull’Iran e mentre Mosca e Teheran mantengono una stretta relazione strategica.

Perciò, il probabile colloquio potrebbe aver riguardato anche Iran, droni, intelligence, sicurezza regionale e modalità per evitare un ampliamento dei conflitti.

IL TEATRO DELLA POLITICA

Mentre il capo della CIA atterrava a Mosca, la diplomazia vaticana inviava l’arcivescovo Gallagher a parlare con Lavrov di corridoi umanitari e minori, mentre a Delhi e Pechino il blocco BRICS continuava a macinare affari raffinando il petrolio russo per poi rivendercelo a prezzo maggiorato con tanto di timbro e certificato di garanzia. Ridendo dell’idiozia dell’Europa.

La verità è una sola ed è di una semplicità disarmante: l’isolamento della Russia esiste solo nei comunicati stampa della Commissione Europea e nelle menti malate di quegli esagitati che invocano ancora più armi e più guerra. Unici veri pericoli per il futuro degli europei.

Il Cremlino tace sul contenuto dell’incontro, ma lascia deliberatamente che la notizia dell’atterraggio fili dritta sui media.

Perché quella fotografia, anche senza volti, dice al mondo intero esattamente ciò che Mosca vuole far sapere. Cioè che l’isolamento, se mai c’è stato, è finito e con Washington si parla direttamente, da pari a pari, senza passare per i corridoi di Bruxelles o per i capricci dei leader da quattro soldi dei paesi europei.

Un velivolo che non doveva essere visto partire e che invece tutti hanno visto arrivare. Il segnale è chiarissimo per chiunque abbia ancora la forza di guardare la realtà senza le lenti deformanti della propaganda.

La polvere da sparo inizia a scarseggiare, la farsa si sta esaurendo e gli imperi che comandano tornano a sedersi allo stesso tavolo.

E noi, come al solito, pagheremo il conto della scelleratezza dei nostri politucoli che si credono statisti e di chi ancora crede alle panzane di pale, muli, controffensive e vittoria finale.

Non si parla nemmeno più di Diritto internazionale. Quello che per il ministro Tajani vale solo fino a un certo punto e che per l’Europa non vale affatto, visto che i crimini di Israele non comportano sanzioni, nessuna bandiera negata agli atleti e nemmeno un proiettile inviato agli aggrediti perché si difendano.

E anche nessun cretino che ti dica “vada a vivere a Tel Aviv”. Perché in ogni tragicommedia che si rispetti, se non trovi cretini che credano alle battute, ma solo gente che le smonta con il ragionamento, cancelli lo spettacolo.

Qui, invece, il teatro è pieno da quattro anni e mezzo.

FONTI

The New York Times: “C.I.A. Director Makes Secret Visit to Moscow”

The Washington Post: “CIA director makes rare, unannounced visit to Moscow”

CNN: “CIA director visits Moscow”

The Wall Street Journal: “CIA Director John Ratcliffe Makes Surprise Trip to Moscow”

CBS News

ANI (India)

Ground.news / Daily Briefing

Flightradar24 / dati di tracciamento (riportati da più testate):

Meduza: “U.S. Air Force transport plane lands in Moscow…”

Aviationa2z: “Largest Air Force in the World C‑17 Makes Flight to Russia”

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo

«La geopolitica non è solo studio del potere. È l'arte di leggere il mondo prima che il mondo ti sorprenda.» Sono un analista geopolitico e comunicatore strategico con un Master in Politiche Internazionali ed Economia. Scrivo saggi, formo leader e costruisco ponti culturali tra Italia e Giappone attraverso il Metodo Kinsaisei, un approccio che unisce rigore, visione e intelligenza relazionale. Lavoro con istituzioni, media e think tank che hanno bisogno di orientarsi in scenari globali in rapida evoluzione. GEOPOLITICA Analisi degli scenari internazionali, report strategici e contributi per media e istituzioni. ARTE & GIAPPONE Critica d’arte, eventi culturali e rappresentanza in Italia della cultura giapponese contemporanea. COACHING & COMUNICAZIONE Il Metodo Kinsaisei per sviluppare leadership, comunicazione e intelligenza relazionale. www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com

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