LA RICOSTRUZIONE DEL SENSO, L’ESTETICA NECESSARIA DI PREDA

di Redazione

Il 25 settembre 2026, la Sala Giulia Events di Cremona diventerà l’epicentro di una rivoluzione silenziosa.

Tra frammenti e concetti, l’evento “Ripensiamo il Mondo” propone una via d’uscita al nichilismo moderno attraverso il dialogo tra arte concettuale e critica militante.

Di fronte alle macerie di un presente che sembra aver smarrito la bussola della coerenza, della logica e del buonsenso, esiste una forma di resistenza che non urla, ma ricompone; che non distrugge a prescindere, ma per ricostruire.

Non è un’operazione nostalgica, né un semplice esercizio di stile, ma si tratta di un atto di “ricostruzione”, come recita il sottotitolo dell’evento che vedrà protagonisti Danilo Preto – in arte PREDA – e Pasquale Di Matteo, due figure che, pur partendo da latitudini diverse della creatività e del pensiero, convergono oggi in una sintesi rara, quella tra l’opera che scuote lo spirito critico e la parola che illumina.

IL FRAMMENTO COME PROMESSA: L’ARTE CONCETTUALE DI PREDA

Osservando la locandina dell’evento, si viene investiti da un volto di pietra che si sgretola, ma i cui vuoti non sono voragini di niente, bensì spazi colmati da una bellezza nuova, quasi alchemica.

Un’immagine che nasce dalla sintassi concettuale delle opere di Preda, perché l’arte di Danilo Preto si muove in questo territorio, tra la distruzione e la rinascita.

PREDA non dipinge né scolpisce nel senso tradizionale del termine, ma “edifica” concetti.

La sua è un’“estetica della riparazione” che affonda le radici nella filosofia del Kintsugi, – l’arte giapponese di riparare le rotture con miscele d’oro – ma la trasla su un piano sociologico e mediatico di ampio respiro.

In un mondo che propone cosa pensare e cosa no, cosa sia giusto e cosa ingiusto, Preda va controcorrente, perché le sue opere sono dispositivi di riflessione, dove ogni rottura, ogni pezzetto sbriciolato, ogni ritaglio, è un invito a guardare dentro le crepe della nostra identità collettiva.

In un mondo che comunica per slogan, Preto sceglie la densità del simbolo, costringendo lo spettatore a una sosta, a un respiro, a un pensiero lungo che è, di per sé, un atto rivoluzionario, così le sorpresine degli ovetti Kinder, sbriciolate e piallate dal loro contesto originale, si moltiplicano in centinaia di pezzi, ognuno dei quali racconta storie diverse a seconda dei nuovi agglomerati.

Così come i peluche, smembrati e ricollocati in teche, come musei di tempo, di spazi, di momenti della vita da custodire, ma anche da studiare per comprendere.

Le opere di Preda sono spesso forti, audaci, persino dissacranti, talvolta, perché nessuno nota un foglio bianco sulla neve, ma tutti parlano di una chiazza di sangue sulla porta di casa.

Le opere di Preda cercano lo stesso effetto, non per una pubblicità fine a se stessa, ma per scatenare dubbi, dibattiti e confronto, cose che stanno passando di moda, che in tanti cominciano a ritenere superflui, quando non addirittura dannosi al pensiero unico del momento.

Preda cerca proprio di accendere i riflettori si questi temi attraverso un’arte ragionata, originale e mai banale.

PASQUALE DI MATTEO E LA CRITICA COME BUSSOLA SOCIALE

Se Preto è il braccio che dà forma al pensiero, Pasquale Di Matteo è la mente che ne decodifica le frequenze più profonde.

Critico d’arte internazionale e giornalista freelance, Di Matteo incarna una figura di intellettuale d’altri tempi, capace di muoversi con agilità tra la semiotica e la cronaca. La sua analisi non si ferma mai alla superficie della tecnica, ma scava nel “perché” dell’opera, rintracciandone i legami tra la struttura della società e l’artista.

Di Matteo cerca di trasformare l’astrazione concettuale in una guida pratica per interpretare la realtà. La sua presenza al fianco di Preto non è quella di un semplice presentatore, ma di un co-autore di senso, per cui Preda è il motore e Di Matteo un autista che cerca di guidarne la potenza elevata del piglio culturale, antropologico e comunicazionale di quel motore.

Insieme, i due esperti di comunicazione mettono in scena un dialogo che è un corpo a corpo con la complessità del nostro tempo, uno scambio di visioni tra quanto accade nel mondo e, soprattutto, su come viene raccontato da chi dovrebbe fare informazione.

D’altro canto, l’intera produzione artistica di Preto vede nella distruzione e nel rifiuto dell’immagine e delle sembianze originali la metafora dell’attenzione sul mondo di oggi, per cui vale la pena oltrepassare lo strato apicale delle notizie e delle analisi accreditate, per ricercare quanto si nasconde dietro, per individuare la vera essenza delle cose e la verità.

Oltre ciò che viene presentato come vero.

TAMAGO-ZINE: IL LABORATORIO DOVE IL MONDO VIENE ANATOMIZZATO

Ma dove nasce questa sinergia e, soprattutto, dove trova spazio?

Per comprenderlo appieno, bisogna far visita alla casa del loro sodalizio intellettuale: http://www.tamagozine.org.

In questo blog-magazine, dove Preto riveste il ruolo di Direttore e Di Matteo quello di Vicedirettore, la cronaca si fonde con la sociologia, con l’arte, con la moda in un esperimento editoriale più unico che raro.

Tamago-Zine non è un semplice aggregatore di notizie, ma un osservatorio privilegiato, un luogo dove l’attualità viene “filtrata” attraverso la lente dell’analisi critica, dove la sociologia non è una disciplina accademica polverosa, ma uno strumento vivo per leggere i flussi migratori, le mutazioni del lavoro, l’erosione dei diritti e le nuove frontiere della comunicazione digitale e delle intelligenze artificiali.

La linea editoriale riflette perfettamente i percorsi dei due fondatori: c’è l’attenzione giornalistica per il fatto nudo e crudo, ma c’è anche la tensione etica verso una comprensione più vasta, più particolareggiata, più orientata a stracciare la superficie per individuare quanto viene celato.

Leggere Tamago-Zine significa accettare di non ricevere risposte semplici a problemi complessi, ma essere dotati degli strumenti giusti per porsi le domande corrette.

Anche quando sono scomode.

CREMONA, 25 SETTEMBRE: L’APPUNTAMENTO CON IL FUTURO

L’evento “Ripensiamo il Mondo”, che si terrà a Cremona, curato dalla Prof.ssa Daniela Belloni, si preannuncia come un momento di rottura rispetto alla consueta offerta culturale, generalmente fatta di opere appese ai muri o di statue.

Nella Sala Giulia Events di Viale Po’ 121, non ci sarà solo una mostra, ma un’esperienza immersiva da cui portarsi a casa persino eventuali pezzi di opere.

Perché la società è fatta di tanti piccoli pezzi, in cui ciascuno di noi è un granello.

La differenza tra situazioni, momenti, diplomazia o guerra la fa come quei pezzetti vengono composti e assemblati.

Preda mostra al mondo come distruggere quanto crediamo granitico, comprese le nostre convinzioni, per ricomporre il mondo in maniera differente. Possibilmente, in maniera migliore, più rispettosa dell’altro, delle persone comuni, e non in balia dei capricci dei potenti.

Il dono ai partecipanti di una cartolina celebrativa, autenticata da entrambi gli autori, sottolinea la volontà di creare un legame duraturo, un promemoria fisico di una promessa di cambiamento con la gente, con la società, con il mondo.

In un’epoca come la nostra, in cui trionfano i programmi televisivi del nulla e cosce e glutei sugli smartphone, ritrovarsi fisicamente per discutere di “Ricostruzione” è un segnale forte.

Danilo Preto ci sta dicendo che è ancora possibile, anzi doveroso, riprendere in mano i frammenti della nostra civiltà e dar loro una forma nuova, che non nasconda le ferite, ma le renda il punto di partenza per una nuova, luminosa narrazione dell’umano.

Pasquale Di Matteo cerca di amplificarne il messaggio, ponendosi come ponte tra i concetti veicolati da Preda e la gente.

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo

«La geopolitica non è solo studio del potere. È l'arte di leggere il mondo prima che il mondo ti sorprenda.» Sono un analista geopolitico e comunicatore strategico con un Master in Politiche Internazionali ed Economia. Scrivo saggi, formo leader e costruisco ponti culturali tra Italia e Giappone attraverso il Metodo Kinsaisei, un approccio che unisce rigore, visione e intelligenza relazionale. Lavoro con istituzioni, media e think tank che hanno bisogno di orientarsi in scenari globali in rapida evoluzione. GEOPOLITICA Analisi degli scenari internazionali, report strategici e contributi per media e istituzioni. ARTE & GIAPPONE Critica d’arte, eventi culturali e rappresentanza in Italia della cultura giapponese contemporanea. COACHING & COMUNICAZIONE Il Metodo Kinsaisei per sviluppare leadership, comunicazione e intelligenza relazionale. www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com

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