GABETTI IN ARTE PRESENTA “ARTE GIAPPONESE. UN’ANALISI DA UN PUNTO DI VISTA ESTETICO”

di Vincenza Mei

“Un viaggio filosofico nella creatività nipponica contemporanea per celebrare i 160 anni di relazioni tra Italia e Giappone.” Si è espresso così il critico d’arte Pasquale Di Matteo che ha svelato i retroscena di un legame profondo e inaspettato con il Giappone.

Lo ha fatto sullo sfondo della suggestiva cornice espositiva de “Il suono del tempo”, negli eleganti spazi di Gabetti in Arte, in Piazza Stradivari a Cremona, dove i riflettori si sono accesi su un’opera editoriale che presenta i linguaggi espressivi di 69 artisti giapponesi, un saggio d’arte scritto dallo stesso Pasquale Di Matteo, critico d’arte internazionale, scrittore, esperto di Comunicazione e Branding, nonché giornalista freelance.

Il titolo dell’opera è: “Arte giapponese. Un’analisi da un punto di vista estetico”

UN PONTE LUNGO 160 ANNI: RELAZIONI DIPLOMATICHE TRA ITALIA E GIAPPONE

Intervistato dalla Prof.ssa Daniela Belloni, Di Matteo ha spiegato che l’idea di dare vita a questo volume proprio nel 2026 non è casuale, ma è stato pensato quest’anno perché ricorre un anniversario di imminente e straordinaria importanza: infatti, il 25 agosto 2026 si celebreranno i 160 anni dei rapporti internazionali tra Italia e Giappone, sanciti dal Trattato del 1866 a Edo, antico nome di Tokyo.

“Siamo Paesi gemelli”, ha affermato Di Matteo, catturando l’attenzione del pubblico con aneddoti storici di rara fascinazione.

Pochi sanno, ad esempio, che la prima banconota giapponese, raffigurante l’Imperatore Meiji, porta la firma di un incisore italiano, Edoardo Chiossone.

Ancora meno si sa che il legame commerciale tra i due Paesi nacque da un’urgenza: la crisi dell’industria serica italiana, messa in seria difficoltà da un’epidemia dei bachi da seta, che spinse gli italiani a cercare alternative nel Sol Levante.

LA FILOSOFIA DELLA LENTEZZA NELL’ERA DIGITALE

Motore filosofico del libro è la sua profonda analisi sotto il profilo estetico, ma che non significa analisi dello strato apicale delle immagini; attraverso le monografie di 69 maestri dell’arte contemporanea nipponica, rigorosamente selezionati in sinergia con la società culturale giapponese Reijinsha, di cui Di Matteo è collaboratore e rappresentante in Italia, il volume è un vero e proprio viaggio filosofico nel mondo del Giappone.

Infatti, visto da occhi occidentali, il Giappone è un ecosistema particolare, unico al mondo, un altro pianeta, dove ancora i valori, le radici, le tradizioni e i legami culturali hanno un valore enorme, un significato di appartenenza e di rispetto che non trova eguali sul pianeta.

L’autore racconta i linguaggi di maestri giapponesi, attraverso i quali esalta la capacità dei giapponesi di dare risalto all’essenza delle cose, sopravvivendo alle mode imperanti della superficialità e dialogando con le urgenze del nostro tempo, sempre più digitale, frenetico e globalizzato.

Nel libro prendono forma concetti affascinanti come il Ma (il senso del vuoto e dello spazio), il Wabi-sabi (la ricerca della bellezza nell’imperfezione e nella transitorietà) e il Mono no aware (la commozione per le cose effimere).

“Arte giapponese. Un’analisi da un punto di vista estetico” non è solo un saggio d’arte, ma una vera e propria guida per decodificare il nostro tempo, per invitare il lettore a riscoprire una percezione “più lenta, profonda e genuina della realtà”, un antidoto visivo e, soprattutto, spirituale al caos moderno.

Pasquale Di Matteo ha detto che è stato un onore poter presentare al mercato italiano questi artisti giapponesi così come è un onore collaborare con la società Reijinsha, la cui collaborazione va avanti dalla fine del 2019.

Il critico d’arte si è poi intrattenuto con le persone interessate a parlare degli artisti inseriti, dopo aver ricordato che, dopo l’estate, saranno stabilite altre date in alcune località italiane, per ulteriori presentazioni del volume.

L’ARTISTA COME “SANA FOLLIA”

Estremamente interessante è stata la digressione sociologica offerta dal critico sul ruolo dell’artista in Giappone.

In una società giapponese, che per noi occidentali è nota per la sua struttura rigidamente inquadrata e schematica, la figura del creativo rappresenta l’eccezione alla regola, colui che ha il permesso, e quasi il dovere, di uscire dagli schemi.

L’artista è percepito come una “sana follia” necessaria per l’equilibrio della collettività, godendo di un rispetto reverenziale secondo solo a quello riservato agli insegnanti, custodi del futuro, perché tramandano saperi e competenze agli adulti di domani.

“Arte giapponese. Un’analisi da un punto di vista estetico” si conferma dunque un’opera indispensabile. Non solo per gli addetti ai lavori o gli appassionati di cultura orientale, ma per chiunque sia alla ricerca di risposte contemporanee attraverso le lenti di una saggezza antica.

Il volume, scritto in italiano, è già disponibile in tutti gli store online e ordinabile presso qualsiasi libreria tradizionale al prezzo di copertina di 31 euro.

Un’occasione imperdibile per osservare il mondo, letteralmente, con occhi nuovi e con una consapevolezza diversa, più matura.

GLI ARTISTI INSERITI NEL VOLUME

Akazome Tsuneko, Aoki Takeo, Aoki Yoshiko, Araki Noriko, Aratake Katsuyuki, Bonzen, Fujii Yasuaki, Fukushima Nobuhiko, Goto Masako, Hasegawa Shozo, Hayashi Yoko, Hiraki Koen, Hirase Ryuko, Horahira Yuri, Horikoshi Teruo, Horisawa Akio, Horiuchi Etsuko, Idei Sachiko, Iwamoto Yoriko, Kameoka Tomoko, Kaneko Kyoko, Kawakami Yoshiko, Kawasaki Sumie, KAZZ Morishita, Kimura Mutsuro, Kimura Yoko, Koizumi Masayo, Koyanagi Tsutomu, Kumaki Sanae, Matsushima Susumu, Miyake Akiko, Motoike Hozen, Nakamura Etsuko, Niimi Sekiya, Nishida Fukiko, Ohira Utae, Omichi Toshiko, Ota Yuto, Rishima Yasunori, Saito Hideki, Saito Kunihiko, Sakai Nobuko, Sakuno Keiichi, Sasaki Aiko, Sato Koki, Sato Yuri, SHIKOH, Shimada Miyu, Suehiro Hiroko, Sugase Ryuho, Tanaka Hiromi, Tsuchiya Kyoko, Tsuchiya Toshiko, Tsuji Fuga, Tsutsumida Ichiro, Uchida Yuriko, Unten Kazue, Wada Kohaku, wadowiwata, Yamaguchi Setsuka, Yamamoto Masako, Yamamoto Yoshiharu, Yamamoto Yoshiko, Yamasaki Masako, Yamashita Fumiko, Yoshida Eiko, Yoshino Daiyu, Yukei, Yuriko Yuco Yoshikawa.

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo

Comunicazionista, Coach | Storia, Arte e Geopolitica per la Leadership | Metodo Kinsaisei | Rappresentante Reijinsha Japan La fabbrica, il tumore, Chagall, la galleria di Parma. Per 24 anni ho ripetuto gli stessi gesti in fabbrica. Non avevo il diploma, non avevo notorietà a 500 metri da casa, avevo una voglia matta di capire il mondo, ma non sapevo cosa farmene. Poi un tumore mi ha fermato. In malattia ho aperto un blog e ho scritto di Chagall. Una galleria di Parma lesse quell'articolo. Quando sono guarito, non sono rientrato in fabbrica. Da quel momento in poi: diploma, laurea in Comunicazione, master in Politiche Internazionali con la Scuola Sole 24 Ore. Quasi 50 anni. Un ruolo che nessuno in Italia ricopre: sono il rappresentante italiano di Reijinsha, una società culturale giapponese che opera in Asia ed Europa. Nel 2024 ho portato 44 artisti giapponesi al Palazzo della Provincia di Bari e sono stato invitato a tenere una conferenza a Osaka. Hanno scritto di me in Romania, Scozia, Brasile, Giappone, Ungheria, Francia, Spagna. La mia rinascita, con tutte le sue rotture, è diventata un metodo. Lo chiamo Kinsaisei: la rinascita dorata. Non nascondere le proprie crepe, ma trasformarle in oro. Usarle come vantaggio competitivo. Un Kintsugi, ma potenziato grazie alla conoscenza della Storia, della Geopolitica e della PNR. Oggi lavoro con CEO, imprenditori e artisti che sentono che la loro prossima vita professionale è già cominciata, ma non sanno ancora come nominarla, comunicarla, venderla. Proprio com’ero bloccato io, prima del tumore. Il primo colloquio è gratuito. Scrivimi. www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com

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