L’arte contemporanea è a un bivio.
Da una parte il vuoto della riproduzione seriale, dall’altra il battito vitale di chi sa ancora sporcarsi le mani con la bellezza.
A Imola, tra le navate silenziose dell’Ex Chiesa della Santissima Annunziata, Lorella Lauricella ha dato una risposta definitiva.
La sua personale, “Immagini di un mondo interiore”, organizzata e curata dal suo manager, Fabio Zullo, non è stata una semplice mostra, ma un atto di resistenza contro l’oblio del sentire che svilisce il nostro tempo.
A presentare l’evento, la Dott.ssa Arianna Sabbatani.

IL PESO DELLA STORIA E IL PARADOSSO DEL 1453
In qualità di critico internazionale e di rappresentate in Italia della società culturale giapponese, Reijinsha, ho aperto l’evento con una provocazione, dicendo che siamo figli di situazioni.
“Cosa è successo nel 1453?”.
In quell’anno cadde Costantinopoli. Quel singolo evento, quella “situazione” geopolitica, chiuse le rotte commerciali e spinse i portoghesi verso l’ignoto, dando il via all’era coloniale e, indirettamente, alla scoperta dell’America nel 1492.
Infatti, la spedizione di Colombo fu finanziata dalla Spagna proprio per trovare nuove vie commerciali.
Perché parlarne davanti alle opere di Lauricella?
Perché Lorella Lauricella dipinge “situazioni”. Mentre il mondo si perde in uno schermo piatto, la Lauricella recupera il momento cruciale. Le sue opere sono lo spartiacque tra un prima e un dopo dell’anima.
L’artista rifiuta la società iper-tecnologica e “smart” per tornare alla normalità dell’essenza. Una normalità che sembra una bestemmia, sembra blasfemia, nella società del nulla di oggi, dove le immagini non valgono nulla e si bruciano in pochi attimi sui social network.
Non c’è intelligenza artificiale che possa replicare la vibrazione del bianco di Lorella, un bianco che è disposizione della mente verso il futuro, verso il cambiamento, ma sempre tenendo presente valori e radici.





OLTRE IL CONSUMISMO: LA PITTURA COME RIFUGIO
Come società, siamo diventati automi, ma davanti ai lavori di Lauricella, l’ingranaggio si rompe. Ed è in tale contesto che va lodata la capacità della pittrice di non seguire le mode, di non essere un’artista “fotocopia”.
Le sue donne, i suoi animali, il suo legame viscerale con la natura sono richiami alle nostre radici; ogni sua opera è un invito a guardarsi dentro e, di fronte a un’opera dell’artista imolese d’azione, il tempo non si misura in ore, ma in profondità.
Seducenti, misteriose, carnali, le donne di Lorella Lauricella sono soggetti attivi di una narrazione profonda in cui c’è sempre qualcosa dell’artista, che racconta la sua visione del mondo proprio attraverso queste donne, attraverso le loro situazioni.
Per questo Lorella Lauricella è un’artista su cui investire, poiché attenta osservatrice di un tempo che sarà studiato in futuro come un’era spartiacque tra un mondo che non c’è più, che possiamo definire Pre-Covid o dall’influenza americana, e un altro che sta nascendo, con l’ascesa della Cina come nuovo impero alla guida del mondo.
Lorella Lauricella non ci parla di politica, ma ci parla della società e dei cambiamenti che riguardano noi tutti, partendo da quelle che sembrano piccole cose, ma che sono la vita di ciascuno.
Perché l’arte è un investimento, ma solo se è vera. Investire su Lorella Lauricella significa investire sull’umanità.
SINESTESIE AD IMOLA: UN EVENTO TOTALE
L’inaugurazione è stata nobilitata dalla presenza delle autorità del Comune di Imola, che ha patrocinato la mostra, e dal consigliere regionale Fabrizio Castellari, che ha ringraziato l’artista per aver scelto uno spazio così iconico, sottolineando il valore della cultura per il territorio emiliano.












Ma la vera magia è nata dal connubio tra le arti: la voce della poetessa Ketty La Rosa e il flauto della Maestra Paola Tarabusi hanno trasformato la visione in ascolto, focalizzando l’attenzione su 5 opere in particolare di Lauricella.
Una simbiosi, quella tra le parole di La Rosa e le melodie del flauto di Taabusi, che affascinato i presenti, molti addirittura commossi.
Un ringraziamento sentito è andato agli sponsor che hanno creduto nel progetto: il Bar Tabaccheria Lazzarini e la Cartolibreria Il Globo.
La loro presenza è la prova che il tessuto sociale è ancora pronto a sostenere la bellezza e la cultura, perciò, la società italiana ha ancora speranza.
Infine, un plauso al tecnico, Fabrizio Aliberti, il cui supporto è stato fondamentale per la riuscita dell’evento.
Un evento che è un racconto, una luce, una provocazione, una dimostrazione di eleganza e di raffinatezza, perché Lorella Lauricella non dipinge solo immagini, ma soprattutto il coraggio di restare umani in un mondo di macchine.
Se cercate la “fuffa”, la finzione, la “tecnologia facile”, guardate altrove.
Se cercate l’anima, la raffinatezza, un racconto, una ricerca di comprensione del mondo, l’avete trovata: Lorella Lauricella.
Potete approfondire di più sull’artista, navigando sul suo sito web, cliccando qui: Lorella Lauricella

