di Danilo Preto
Dobbiamo essere sinceri. Ci dispiace un po’, ma quello che stavamo scrivendo ed illustrando sul mondo della moda ha purtroppo preso forma.
Ed è un andamento negativo. È vero, tutto è determinato dalle tensioni internazionali che provocano virate nei consumi, ostacoli nei trasporti, riduzione di budget, scarsità economiche anche nelle tasche dei più ricchi.
LE MAISONS
Era nell’aria, ma dopo i segnali del primo trimestre 2026 molte case di moda importanti, che avevano già previsto un andamento asfittico, hanno potuto assorbire meglio i contraccolpi di un mercato molto riflessivo.
Dispiace che a farne le spese siano stati anche brand italiani, anche se non più accasati in Italia, come Gucci. Qualcuno era già stato previdente e aveva cominciato ad usare il “braccino corto”.
A risentirne di più sono i colossi internazionali: Lvmh e Kering. Il primo, ad esempio, sulla scorta della riduzione del mercato cinese e giapponese ha perso il 40% di capitalizzazione rispetto al 2021, secondo notizie dei beni informati.
Ma anche Chanel ha dovuto subire una riduzione di ricavi del 30%, nel primo trimestre 2026. Chanel ha risposto in maniera convenzionale riducendo i costi e alzando il prezzo dei suoi prodotti. Banale ma è stato così!
IL FAST FASHION
Registro diverso invece sulla sponda del fast fashion.
Investimenti importanti e previsioni di aperture senza precedenti, ma senza strafare.
Il momento insomma pesa per tutti, ma visto che siamo diventati tutti tendenti ad imitare i modelli delle maison, va bene anche una Zara, un h&m, un…. che a quei modelli firmati si ispirano.
I guardaroba femminili e maschili sono sempre vuoti. Si sa.
Chi sta meglio di tutti è chi propone il second hand, ora in grande spolvero.
Se noi abbiamo deciso che non possiamo portare il modello della fine dell’anno scorso anche quest’anno non resta che la consolazione che qualcun altro indosserà i nostri bei capi firmati, ripuliti, stirati e pronti per far vivere di gioia altri/altre umani.
A prezzi decisamente più abbordabili.
LE STAR DEL TENNIS
Non si era mai visto prima. La tennista bielorussa Aryna Sabalenka, per la prima volta al mondo, è scesa sul campo di gioco agli internazionali di tennis a Roma con una borsa da viaggio Gucci.
Gli ha fatto da contraltare Jannik Sinner, attuale numero uno al mondo, anche lui con il borsone porta racchette marchiato Gucci.
Ma c’è di più: anche il più blasonato e statico campo da tennis del mondo, Wimbledon, ha dovuto rinunciare ad imporre biancheria intima di colore bianco alle tenniste.
Insomma cambia tutto nel tennis. Anche le mutande. Segno dei tempi?
IL DIAVOLO VESTIVA PRADA
Dopo 25 anni esatti, è uscito il Diavolo Veste Prada 2.
Voi direte: un sequel vale l’altro. Per noi che siamo abituati a digerire sequel su sequel è indubbiamente così.
Ma qualcuno lo ricorda, che per lanciare un film che deve avere la disponibilità coercitiva di un pubblico più giovane di 25 anni di quello che adorava la prima versione, ora bisogna cambiare registro.
Per la verità, sembra una sequenza di abbandono nostalgico nei confronti di coerenze appartenenti a un quarto di secolo fa.
È vero, tutto cambia. Forse vogliamo dire che il brand Prada non tramonta?
Sembra essere proprio così, visto il successo del film e dei brillanti risultati economici del primo trimestre 2026.
È vero che il fatturato è stato trainato dalla iperbole Miu Miu, ma per essere onesti, dobbiamo riconoscere che il marchio Prada, ancora una volta, ha indovinato le operazioni di marketing che servivano per rilanciare Il brand.
Parafrasando, quindi, il mondo animale dove il gambero cammina sempre all’indietro, possiamo dire che non sempre è una condizione vincente.
Chi arretra ha la possibilità di rivedere il proprio posizionamento alla luce degli sforzi che devono essere fatti immedesimandosi nella realtà più pura di questi primi mesi dell’anno.
È evidente che nulla, forse, resterà più come prima dopo le turbolenze nel Medio Oriente e una politica americana che sembra aver perso lucidità con questa nuova leadership.
Ma anche l’Europa deve fare i suoi conti.
Il gambero è avvertito. Se continua così, rischia di finire in mani poco lungimiranti.
E l’appetito vien mangiando.
Anche i gamberi bolliti?

