L’assassinio di Khamenei non è stato un successo tattico, ma l’innesco di una trappola tesa da vent’anni per condurre gli Stati Uniti al suicidio imperiale. Mentre il Pentagono brucia riserve di munizioni contro droni da poche migliaia di dollari, il petrodollaro esala l’ultimo respiro nello Stretto di Hormuz, trascinando con sé la bolla dell’intelligenza artificiale e l’intero ordine liberale. Stiamo assistendo alla dissezione chirurgica di una superpotenza: ecco perché il secolo americano è finito tra le sabbie della Persia.