Il naufragio della ragione strategica nel Golfo segna l’esaurimento definitivo del dogma egemonico americano. Dall’eccidio automatizzato di Minab al cappio energetico di Ormuz, ecco perché il conflitto iraniano è diventato il labirinto senza uscite di un Occidente che ha smarrito la sua bussola antropologica.
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IL NUOVO ORDINE MONDIALE NEI GIOCHI DI POTERE DEL 2026
Il 9 marzo 2026 l’ordine mondiale ha cambiato pelle in sessanta minuti di conversazione tra Trump e Putin. Mentre l’Ucraina funge da moneta di scambio, il vero obiettivo è l’eclissi strategica dell’Iran. Tra pragmatismo cinese e l’ascesa del fracking americano, si delinea il “Grande Baratto” che ridefinisce le gerarchie del potere globale e il destino energetico del pianeta.
CENERE SU TEHERAN E SETE NEL GOLFO. L’ULTIMO AZZARDO DELL’EGO-POLITICA MONDIALE
Mentre il fumo dei pozzi petroliferi oscura Teheran, il regime risponde colpendo l’unica risorsa più preziosa del greggio: l’acqua. Tra l’ascesa al potere di Mojtaba Khamenei e le scommesse elettorali di Trump e Netanyahu, si consuma il tramonto della razionalità geopolitica e l’inizio di una guerra biologica per la sopravvivenza nel deserto che potrebbe decretare non soltanto la fine dell’Occidente, ma dell’intera umanità.
LA CHIUSURA DI HORMUZ E LE PAURE DI TOKYO. GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA GEOPOLITICA
Il blocco dello Stretto di Hormuz mette il Giappone con le spalle al muro. Analisi sulla crisi energetica di Tokyo, il crollo dello Yen e le mosse controintuitive della Bank of Japan per evitare la paralisi economica del Paese.
MARZO 2026, L’ALBA DEL CAOS
Marzo 2026: l’ordine globale è evaporato in 96 ore. Mentre lo Stretto di Hormuz diventa un muro d’acqua e i mercati affondano, l’Europa si scopre vittima sacrificale di un reset geopolitico senza precedenti. La verità dietro il fumo delle bombe di Teheran e i proclami di Washington.
GERMANIA CONTRO SPAGNA E L’EUROPA È AL TAPPETO. COSA ASPETTIAMO A USCIRNE?
Mentre Bruxelles svuota gli arsenali e le tasche degli europei, Madrid traccia l’unico confine rimasto tra dignità e servilismo. Il diritto internazionale è diventato il paravento di un’Europa al tramonto, governata da tecnocrati che scambiano il vassallaggio per strategia. Ecco perché stiamo marciando verso il baratro con il sorriso dei mediocri.
QUANDO PRESIDENTI MEDIOCRI HANNO ESERCITI POTENTI, IL DISASTRO È DIETRO L’ANGOLO
L’illusione del conflitto limitato è svanita tra le fiamme di Erbil e il silenzio dello Stretto di Hormuz. Il collasso della stabilità globale, dove l’intelligenza artificiale coordina raid vietati e la vecchia diplomazia annega nel fango di una guerra senza confini. Il mondo che conoscevamo è finito stamattina: ecco cosa resta tra le macerie dell’ordine mondiale.
IL DIRITTO INTERNAZIONALE IN CENERE E L’INCONGRUENZA AI LIMITI DELLA DEMENZA
Il crollo del diritto internazionale sotto i bombardamenti di Teheran, in un’analisi cruda sull’ipocrisia dell’Occidente, l’irrilevanza italiana e il pericoloso assist a Mosca, legittimata nella sua azione contro l’Ucraina dal fatto che paesi NATO come USA e Israele fanno altrettanto.
ABBIAMO UN AGGREDITO E DUE AGGRESSORI
Il sipario dell’ipocrisia occidentale è crollato sotto il peso delle bombe su Teheran. Va in scena il doppio standard geopolitico di USA e Israele, l’inaffidabilità di un’Europa muta e la tragica farsa di chi professa di voler “liberare” le donne mentre ne bombarda le scuole per propri fini geopolitici.
LA DANZA MACABRA DELLA NUOVA EUROPA
Il potere che scavalca i trattati in nome dell’emergenza non è leadership, ma un precedente per la tenuta democratica. Un’analisi che smonta l’architettura del nuovo dispotismo di Bruxelles: dove la pace è diventata un tabù e il “in un modo o in un altro” di Ursula von der Leyen segna l’inizio del nuovo corso dispotico che riporta a hitleriana memoria.