di Danilo Preto
Desidero ritornare ancora un po’ al nostro amato (giornalisticamente) leader perché c’è ancora qualcos’altro che vale la pena di leggere e di ricordare.
Risultato indenne in sette attentati, dove magari quelli che viaggiavano con lui rimanevano sul terreno esanimi, si è avvalso della possibilità di contornarsi di speciali virtù riconosciute dal suo popolo e provenienti dall’alto.
Sul fronte terreno però qualche vizietto ce l’aveva. Come ho già descritto. Ma molti al tempo lo chiamavano Mr. Rolex.
Lui era appassionato di orologi, non lo negava, e controllava spessissimo il passare del tempo guardandosi al polso come la sua vita si stesse allungando. Meglio con un Rolex al polso.
In un’intervista del 1989 su Vanity Fair, Yasser viene fotografato con un Rolex Datejust non certo falso.
È vero, non è l’unico capo che viene ritratto con un simile capitale al polso. Certo fa un po’ specie che lo portasse lui esibendolo come un trofeo mentre il suo popolo non se la passava certo benissimo.
D’altra parte, uno che, fra i sette attentati che ha subito, c’è anche quello perpetrato sulle spiagge del Libano dove faceva jogging ed è stato oggetto di una sventagliata di mitra a bassa quota, ma ne è uscito incolume, non può che essere definito un predestinato alla immortalità, alla gloria e al comando. Senza un graffio. Pessima mira? semplice avvertimento?
Per farvi un’idea più precisa vi invito a leggere questi due articoli che non sono opera mia ma che descrivono, mi pare molto bene, un certo sentiment dell’epoca. Il resto lo avete già letto. Da me.



