L’Europa non esiste più. Ammesso che sia mai esistita.
Il recente scontro a distanza tra la Germania, che si schiera contro la Spagna e a sostegno delle violazioni del Diritto internazionale da parte di USA e Israele, ne certifica la fine.
Siamo governati da una casta di eunuchi mentali che hanno scambiato la visione strategica con l’obbedienza in stile barboncino, di cui Merz contende lo scettro a Macron.
Senza dimenticare la follia di Ursula von der Leyen, a capo della Commissione più disastrosa di sempre.
L’Europa, un tempo laboratorio del pensiero critico, è oggi ridotta a un’immensa sala d’attesa dove leader privi di spina dorsale attendono il prossimo ordine da Washington o Tel Aviv.
E non si tratta solo di una crisi politica, ma di una vera e propria atrofia cognitiva di massa.
Questi tecnocrati, che si pavoneggiano come l’élite intellettuale del pianeta, stanno scientemente smantellando il tessuto industriale europeo per compiacere i desiderata di potenze che ci vedono solo come un mercato di sbocco o una base logistica sacrificabile.
Mentre le famiglie non sanno come pagare le bollette, – bollette che andranno alle stelle nelle prossime settimane per quanto accade in Medio Oriente, – i nostri “illuminati” leader brindano a sanzioni che ci colpiscono come un proiettile in pieno petto, convinti che il suicidio economico sia una forma nobile di resistenza morale, in un trionfo della mediocrità elevata a sistema di governo che non ha similitudini nella storia.
IL CODICE DELL’IPOCRISIA: LA NATO E IL MANUALE DELLO STUPRO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
Il cosiddetto “ordine basato sulle regole” è la più grande truffa semantica del secolo.
Quando i paesi NATO parlano di diritto internazionale, lo fanno con la stessa credibilità di un piromane che tiene un corso sulla prevenzione degli incendi.
Dov’era la sacralità dei confini quando abbiamo smembrato la Serbia nel 1999? Dov’era il rispetto per la sovranità quando abbiamo raso al suolo l’Iraq basandoci su menzogne prodotte dalla CIA?
(E quali sanzioni abbiamo applicato all’America per quelle famose balle?!)
Abbiamo devastato l’Afghanistan per vent’anni per poi scappare come ladri bastonati, e abbiamo trasformato la Libia in un inferno di milizie e schiavitù per un capriccio geopolitico di Parigi e di Londra.
Questa è la realtà: la NATO è stata la più sistematica violatrice della legalità globale negli ultimi trent’anni.
IL DOPPIO STANDARD DEL TERRORISMO: QUANDO IL CARNEFICE È UN AMICO
La nostra bussola etica è così deformata da risultare patologica.
Abbiamo isolato e sanzionato la Russia con una furia belluina, ma rimaniamo in un silenzio tombale davanti alle atrocità che avvengono nel Mediterraneo orientale.
Perché la violazione del diritto internazionale da parte di Mosca merita la distruzione della nostra economia, mentre i massacri sistematici a Gaza, gli attacchi a sette paesi vicini e lo sterminio di decine di migliaia di civili da parte di Israele ricevono solo “preoccupazione” o, peggio, ulteriore invio di armi?
Se il terrorismo va condannato sempre, perché quello di Stato praticato dai nostri alleati è considerato “diritto alla difesa”?
Dov’è la coerenza?
Quando arriveranno le sanzioni contro Washington e Tel Aviv per le loro invasioni e occupazioni illegali?
La verità è che siamo complici di un sistema dove la giustizia è un’opzione che si attiva solo contro i nemici del padrone.
CINEPANETTONI DIPLOMATICI E MINISTRI NEL PALLONE: IL CASO ITALIA
In questa fiera dell’assurdo, l’Italia recita la parte della macchietta. Abbiamo un governo che ha venduto l’anima per un posto in prima fila al tavolo dei vassalli.
Meloni, che un tempo ruggiva contro le sanzioni e l’atlantismo, oggi incolpa Putin persino per le crisi in Medio Oriente provocate dall’arroganza americana, in un ribaltamento della realtà che rasenta il delirio.
Abbiamo ministri della Difesa che si nascondono dietro ferie familiari a Dubai mentre il mondo esplode, incapaci di ammettere che gli alleati non li hanno nemmeno avvisati dell’attacco.
E che dire della diplomazia di Tajani? Consigliare ai cittadini di “non affacciarsi” mentre volano i droni o spiegare che Israele ci ha comunque avvisati, anche se solo quando i missili erano già in volo verso l’Iran, è la sintesi perfetta di un’irrilevanza che si fa commedia.
La stessa irrilevanza di quello che chiami amico, ma che inviti a una festa senza preavviso, la sera stessa, telefonandogli alle 21, quando le danze sono cominciate da un’ora. Ecco, Tajani è l’amico contento, perché lo hai comunque invitato.
Siamo un Paese che non conta nulla, guidato da persone che sperano che il padrone non sbagli il loro nome nei tweet, mentre ci portano al macello.
L’UNICA SCHIENA DRITTA IN UN MARE DI MOLLUSCHI: LA LEZIONE DI MADRID
In questo panorama di codardia istituzionale, il premier spagnolo, Pedro Sánchez, brilla come un’anomalia.
È l’unico leader europeo ad aver mostrato di avere gli attributi per sfidare apertamente il bullismo di Donald Trump e la follia bellicista di Netanyahu.
Infatti Merz, uomo di BackRock, gli sbraita contro.
Mentre gli altri leader europei si sciolgono come neve al sole davanti alle minacce di ritorsioni commerciali, Sánchez ha avuto la dignità di dichiarare che la Spagna non sarà complice di azioni dannose per il mondo e contrarie ai propri valori; Madrid ha detto basta all’obbedienza cieca e servile, ricordando a quelli di Bruxelles, che si comportano come Fantozzi alla riscossa, che la leadership non si conquista calandosi le braghe, ma difendendo l’integrità morale e gli interessi del proprio popolo.
Sánchez ha smascherato l’ingenuità di chi crede che la violenza sia la soluzione o che il rispetto tra nazioni nasca dalle rovine, dimostrando che si può essere alleati senza essere schiavi.
MARCIARE VERSO IL BARATRO CON IL SORRISO DEGLI IMBECILLI
I leader della Commissione Europea e i capi di stato più oltranzisti ci stanno conducendo verso il punto di non ritorno. Sono dei sonnambuli al volante di un TIR carico di tritolo.
La loro incapacità di comprendere il mondo multipolare, la loro ostinazione nel voler punire chiunque non si allinei ai desiderata anglo-americani, sta scavando la fossa dell’Europa.
Stiamo svuotando i nostri arsenali, prosciugando le nostre casse e perdendo ogni briciolo di autorità morale agli occhi del Sud del mondo e, se non fermiamo questa marcia madida di idiozia e non recuperiamo la capacità di mediare e di pensare ai nostri interessi nazionali, finiremo per essere solo un cumulo di macerie su cui i giganti di domani cammineranno senza nemmeno accorgersene.
O, al più, imprecando per essersi sporcati le suole.
L’ora dei mediocri deve finire, prima che finisca l’Europa. Prima che finiamo tutti noi.
Ebbene, da un’Europa così, da un’Europa in cui l’unico leader capace di difendere la dignità del proprio popolo viene isolato dagli altri paesi europei… da un’Europa che non è affatto dei popoli, ma è fondata sui capricci dell’America, non sarebbe il caso di uscire?
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