LA FORZA DELLA TENEREZZA. DANIELA BUSSOLINO E LA NOSTRA SOPRAVVIVENZA EMOTIVA

Viviamo una carestia in questa nostra era frenetica.

Una carestia che non è segnata dagli indici di borsa né monitorata dalle banche centrali, eppure è la più pervasiva del nostro tempo: una carestia di intimità autentica, di relazioni, di emozioni, di empatia.

Siamo connessi H24, ci è impossibile diventare irraggiungibili, eppure abbiamo paradossalmente ingegnerizzato la solitudine di massa.

Le nostre interazioni sono diventate transazioni, i legami sono fluidi fino all’evaporazione e il nucleo familiare, un tempo santuario sociologico, è un arcipelago di isole monadiche che condividono lo stesso tetto e la stessa connessione Wi-Fi, tant’è che è diventata consuetudine persino lasciarsi tramite un messaggio sullo smartphone.

È un fallimento di sistema. Un deficit del capitale empatico che genera instabilità sociale con la stessa certezza con cui un deficit di bilancio genera declassamento del rating sovrano.

Lo so, sembra un paragone brutale, eppure è così. Anzi, è addirittura peggio. Perché non si perdono soldi, ma pezzi di cuore e di anima.

Tuttavia, come un raggio di sole dopo la tempesta, a volte arriva un segnale. Un dato anomalo, un debole impulso controcorrente che suggerisce una via d’uscita. Uno spiraglio per nutrire una speranza.

Questo segnale, oggi, ha la forma di un libro senza pretese, scritto in punta di piedi, intitolato “Una storia d’amore a quattro zampette”.

L’autrice, Daniela Bussolino, non è un’economista né una sociologa di cattedra. Non è una letterata e nemmeno una psicologa, ma è qualcosa di più necessario: una donna con un vissuto profondo, autentico, a tratti intenso, che ne fanno una custode dell’anima, un’artista che, con la doppia sensibilità di pittrice e narratrice, percepisce e registra i nostri bisogni di affetti più profondi.

E ce li restituisce in una forma disarmante: la storia di un animaletto indifeso, una coniglietta.

Non commettete l’errore di archiviarlo come letteratura per l’infanzia. Sarebbe un errore analitico grossolano.

Il lavoro della Bussolino è, a tutti gli effetti, un trattato di ricostruzione sociale condensato in un micro-cosmo affettivo.

La protagonista, Cristal, non è semplicemente un animale da compagnia, ma è il “paradigma dell’Altro”: il diverso, il reietto, il silenzioso.

L’essere che, privo di parola, ci costringe a dismettere l’arroganza del nostro linguaggio verbale per apprendere di nuovo la grammatica primaria degli sguardi, della pazienza, della fiducia, del contatto reale. Del calore di un corpo che unisce, da anteporre al gelo della tecnologia che divide.

“A volte, l’anima gemella arriva… Su quattro zampette.” Una frase che non è uno slogan, ma una tesi sociologica.

In un’epoca in cui i patti sociali si sfaldano e i legami familiari tradizionali vengono rinegoziati fino alla loro essenza, Daniela Bussolino suggerisce che il “familiare” non è più un dato anagrafico, ma un atto di scelta radicale.

È la decisione consapevole di creare un legame di cura, per cui la famiglia diventa un ecosistema di responsabilità emotiva e chiunque, umano o meno, può esserne un membro se partecipa a questo patto.

Ecco il punto.

Il libro non parla di animali. Parla di noi.

Parla del nostro disperato tentativo di ricostruire porti sicuri in un mare di incertezza.

La storia di Cristal è il manuale d’istruzioni per un nuovo modello di famiglia post-moderna, non soltanto fondata sul sangue o sul contratto, ma sulla scelta irrevocabile di prendersi cura di un’altra vita.

È un’economia della tenerezza. Un modello di crescita che non si basa sul profitto, ma sul dividendo emotivo generato da un legame autentico e faticosamente costruito, senza badare troppo a che cosa avere in cambio, perché dare e darsi vale molto di più di quanto si possa ricevere.

È un antidoto omeopatico, ma potente, alla nostra carestia di sentimenti, emozioni e valori.

UN DIALOGO TRA ARTE E PAROLE: L’EVENTO DI CREMONA

Non è un caso che un’opera di tale densità trovi la sua cassa di risonanza in un contesto altrettanto significativo.

Il prossimo 7 dicembre, Daniela Bussolino dialogherà con il pubblico negli eleganti spazi di Gabetti Arte a Cremona, in Piazza Stradivari. L’occasione è la mostra-evento dal titolo emblematico: “E SE FOSSE NATALE TUTTO L’ANNO?”.

Un’iniziativa a numero chiuso, curata dalla Prof.ssa Daniela Belloni e dal Dott. Pasquale Di Matteo, che pone una domanda fondamentale alla nostra civiltà del consumo.

La presentazione del libro della Bussolino sarà il giusto corollario per la mostra, in cui 12 artisti proporranno le loro idee di mondo migliore, per mostrarci “come sarebbe se?”

Il libro di Daniela Bussolino sembra essere una risposta del tipo “ecco come si fa”.

In un mondo che ci chiede di essere perfetti, impeccabili, bellissimi, più veloci, più efficienti, più connessi, un libro come “Una Storia d’Amore a Quattro Zampette” ci chiede una cosa sola, ma che è diventata rivoluzionaria: ci chiede di tornare a essere umani.

E questo, oggi, non è solo un atto d’amore, ma è una dimostrazione di intelligenza per la nostra stessa sopravvivenza.

Una Storia d’Amore a Quattro Zampette è ordinabile in tutte le librerie tradizionali ed è disponibile su tutte le piattaforme online, da Mondadori a Feltrinelli.

Cliccando QUI lo troverai su Amazon.

Redazione Tamago.

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo

Comunicazionista, Coach | Storia, Arte e Geopolitica per la Leadership | Metodo Kinsaisei | Rappresentante Reijinsha Japan La fabbrica, il tumore, Chagall, la galleria di Parma. Per 24 anni ho ripetuto gli stessi gesti in fabbrica. Non avevo il diploma, non avevo notorietà a 500 metri da casa, avevo una voglia matta di capire il mondo, ma non sapevo cosa farmene. Poi un tumore mi ha fermato. In malattia ho aperto un blog e ho scritto di Chagall. Una galleria di Parma lesse quell'articolo. Quando sono guarito, non sono rientrato in fabbrica. Da quel momento in poi: diploma, laurea in Comunicazione, master in Politiche Internazionali con la Scuola Sole 24 Ore. Quasi 50 anni. Un ruolo che nessuno in Italia ricopre: sono il rappresentante italiano di Reijinsha, una società culturale giapponese che opera in Asia ed Europa. Nel 2024 ho portato 44 artisti giapponesi al Palazzo della Provincia di Bari e sono stato invitato a tenere una conferenza a Osaka. Hanno scritto di me in Romania, Scozia, Brasile, Giappone, Ungheria, Francia, Spagna. La mia rinascita, con tutte le sue rotture, è diventata un metodo. Lo chiamo Kinsaisei: la rinascita dorata. Non nascondere le proprie crepe, ma trasformarle in oro. Usarle come vantaggio competitivo. Un Kintsugi, ma potenziato grazie alla conoscenza della Storia, della Geopolitica e della PNR. Oggi lavoro con CEO, imprenditori e artisti che sentono che la loro prossima vita professionale è già cominciata, ma non sanno ancora come nominarla, comunicarla, venderla. Proprio com’ero bloccato io, prima del tumore. Il primo colloquio è gratuito. Scrivimi. www.pasqualedimatteo.com | info@pasqualedimatteo.com

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