ATTRAZIONE ASTRALE, L’UMANITÀ SUSSURRATA DI MARALBA FOCONE

Cremona non è solo la capitale mondiale della liuteria. Non è solo la città di Stradivari, dove il suono prende forma nel legno. Non è nemmeno la città con il museo del violino numero uno al mondo.

Per qualche settimana, è stata anche il portale verso un’altra dimensione, un luogo dove la forma si dissolve per rivelare il suono dell’anima.

Questo portale ha un nome: “Attrazione Astrale”, la mostra personale di Maralba Focone, ospitata negli spazi di Gabetti Arte, in Piazza Stradivari. Un evento che, visto il notevole successo di pubblico e le richieste di tanti cremonesi, si è guadagnato una proroga fino al 14 novembre, con ben due settimane di mostra in più rispetto a quanto previsto.

Il giorno dell’inaugurazione, non è stato un vernissage come tanti, perché è cominciato con uno splendido concerto di Aurelia Macovei, che ha incantato il pubblico al Museo del Violino di Cremona, suonando il Vesuvio di Stradivari.

Poi, una visita alla basilica di Cremona, infine il vernissage in Gabetti, dove non c’è stata solo arte visiva, ma anche un momento di pura emozione, grazie alle note del violino di Paola Tezzon e del pianoforte di Giovanni Guerretti.

Un intervento musicale che è stata una chiave d’accesso a un mondo pittorico che esige un ascolto profondo, quasi quanto una visione: il mondo di Maralba Focone, perché la sua arte non è un’esperienza puramente visiva, ma un’immersione sinestetica che coinvolge gli altri sensi e il linguaggio dell’anima.

IL VIAGGIO OLTRE IL VELO DELLA SUPERFICIE

Il titolo completo, “Attrazione astrale. Il viaggio di Floriana, oltre il velo della superficie”, non è un mero orpello, ma è il manifesto di una visione, di un’analisi del nostro tempo, di un progetto itinerante che vedrà nuove tappe nel 2026.

Delinea un percorso, una narrazione attraverso Floriana, una alter ego dell’artista e, al tempo stesso, un archetipo universale.

Perché Floriana siamo tutti noi, nel momento in cui decidiamo di smettere di guardare e iniziamo a vedere. E no… non sono la stessa cosa.

Le opere di Focone, infatti, incarnano questo viaggio. Sono immagini rarefatte, quasi in dissolvenza incrociata, come in una sequenza cinematografica che sfuma dal ricordo al sogno. Un visitatore drlla msotra ha giustamente notato un richiamo alla “settima arte”, ed è una percezione acuta.

L’artista lavora per sottrazione, con spatola e pennello piatto, scarnificando la materia pittorica per estrarne l’essenza. Le figure e i paesaggi non si impongono con la prepotenza del dettaglio, ma emergono dalla tela come apparizioni, spettri di sentimento.

È una pittura che non descrive il mondo, ma evoca mondi. Quelli interiori, quelli “astrali” appunto, che giacciono appena sotto la pelle della quotidianità.

GRAMMATICA DEL SENTIMENTO: COLORE E FORMA

Osservando il corpus delle opere esposte, si delinea una grammatica visiva di straordinaria coerenza e profondità. La palette cromatica si muove tra due poli emotivi: da un lato i viola, i lilla, i blu, colori dell’introspezione, della spiritualità, dell’inconscio, talvolta di una malinconia picassiana che ricorda il Periodo Blu; dall’altro, gli aranci, le terre calde che narrano di un’umanità carnale, di luoghi che, pur essendo “luoghi che non ci sono”, conservano il calore di un vissuto tangibile.

Le figure umane sono il fulcro di questa narrazione. Spesso ritratte di spalle, “spersonificate”, diventano icone universali.

Non vediamo un volto specifico, ma riconosciamo un’età, una postura, un sentimento, un tormento, una sensazione, un’emozione: la tenerezza protettiva di una madre, la disperazione di un abbraccio che è al contempo appiglio e addio, la solitudine meditativa di una figura isolata.

I colli allungati e gli occhi indecifrabili, di eco modiglianesca, e le mani che si trasformano in artigli non sono vezzi stilistici, ma metafore potenti: sono il tentativo di afferrare, di trattenere, di connettersi a un altro essere umano in un mondo che spinge all’isolamento.

Come ha sottolineato il critico d’arte internazionale, Pasquale Di Matteo, questa pittura richiede “capacità di analisi, sensibilità e cultura”, perché non si ferma all’estetica, ma interroga l’osservatore sulla condizione di una “umanità spesso dimenticata”.

L’ARTE COME INVESTIMENTO DELL’ANIMA (E DEL PORTAFOGLIO)

Da analista dei flussi economici e culturali, la domanda “Perché investire su Maralba Focone?” trova una risposta su due livelli complementari, entrambi solidi.

Il primo, e più nobile, è l’investimento nell’anima. Acquistare un’opera di Focone significa portare a casa un frammento di storia, un pezzo di narrazione autentica del nostro tempo che continuerà a dialogare con noi negli anni a venire.

Non è un semplice oggetto d’arredo, ma un catalizzatore di riflessioni, un bene rifugio per lo spirito in tempi di assordante superficialità.

Il secondo livello è prettamente economico e, per questo, non meno rilevante.

Il mercato dell’arte premia la coerenza, l’identità e la storicizzazione. Maralba Focone non è un’artista emergente sulla cui evoluzione si possa solo scommettere, ma, con una carriera di oltre quarant’anni, una presenza costante in cataloghi di riferimento, e un linguaggio pittorico unico e immediatamente riconoscibile, rappresenta un valore consolidato.

Un collezionista avveduto non cerca l’artista che copia la tendenza del momento, ma chi crea un linguaggio.

Focone lo ha fatto.

In un’epoca che ha visto il tracollo di investimenti apparentemente sicuri – pensiamo ai famigerati bond argentini di vent’anni fa – un’opera d’arte di un’artista storicizzata come lei rappresenta una delle forme di investimento più sicure. Nella peggiore delle ipotesi, il suo valore si manterrà stabile nel tempo. Nella più probabile, è destinato a una crescita costante e significativa.

UN’EREDITÀ A CREMONA

La mostra “Attrazione Astrale”, curata con sensibilità da Daniela Belloni e Pasquale Di Matteo, ha offerto a Cremona molto più di una semplice esposizione. Ha creato un momento di aggregazione culturale, un dialogo tra pittura, musica e persone. Ha acceso un riflettore su un’umanità dolente ma dignitosa, fragile ma tenace.

Maralba Focone ci insegna che il viaggio più importante non è verso stelle lontane, ma dentro il nostro stesso universo interiore. Le sue tele sono mappe di questo cosmo, inviti a guardare oltre il velo per riscoprire ciò che ci rende, nel profondo, irripetibilmente e meravigliosamente umani. E questo, oggi più che mai, è un messaggio di valore inestimabile.

Potete scoprire di più su Maralba Focone al suo sito web: maralbafocone.eu

e sulla pagina dedicata alla mostra: Attrazione Astrale di Maralba Focone.

Pubblicato da Dott. Pasquale Di Matteo, Analista di Geopolitica | Critico d'arte internazionale | Vicedirettore di Tamago-Zine

Professionista multidisciplinare con background in critica d’arte, e comunicazione interculturale, geopolitica e relazioni internazionali, organizzazione e gestione di team multiculturali. Giornalista freelance, scrittore, esperto di Politiche Internazionali ed Economia, Comunicazione e Critica d’arte. Laureato in Scienze della Comunicazione, con un Master in Politiche internazionali ed Economia, rappresenta in Italia la società culturale giapponese Reijinsha.Co.

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