Dalla fine di agosto 2025, un fiume umano di giovani tra i 18 e i 22 ha lasciato l’Ucraina.
Circa 100.000 uomini.
Il motivo di questo esodo non è l’ennesimo disastro militare al fronte, ma un provvedimento legislativo paradossale, un emendamento voluto dal Primo Ministro del governo del presidente Zelensky, Yulia Svyrydenko, che, in piena legge marziale, ha convinto l’ex comico ad allentare le restrizioni all’espatrio per i soggetti alla mobilitazione.
Un atto di apparente liberalità che ha innescato un’esplosione di realismo disperato, dimostrando come gli ucraini non siano affatto quel popolo descritto dal mainstream occidentale, pronto a morire contro i russi a ogni costo.
LA LEGGE DELLA FUGA: TRA LIBERTÀ INDIVIDUALE E NECESSITÀ NAZIONALE
Solo nelle prime 24 ore dall’entrata in vigore della norma, 10.000 richieste di passaggio hanno collassato le autorità di frontiera. Il confine polacco-ucraino, un tempo simbolo di solidarietà europea, è diventato il palcoscenico principale di questa emorragia demografica.
Numeri che hanno la concretezza di un pugno nello stomaco ai tanti guru dell’informazione occidentale: quasi 100.000 giovani hanno varcato quella linea, diretti verso un futuro incerto, ma lontano dalla morte certa in trincea.
Oltre 1.700 a settimana vengono registrati in Germania, dove le autorità locali iniziano a mostrare il segno della stanchezza, mentre l’attenzione internazionale vacilla, forse per non dover ammettere che il popolo ucraino vuole diplomazia e non più armi.
Il governo di Kiev difende la mossa come un gesto di civiltà, un riconoscimento del diritto alla scelta, ma si tratta di una resa alla pressione delle famiglie ucraine, un calcolo politico per alleviare il malcontento sociale che poteva esplodere in una rivoluzione, in cambio di un indebolimento della riserva umana per la guerra.
LA SCELTA IMPOSSIBILE: TRA PATRIA E PROSPETTIVA
“Non voglio morire.”
Queste quattro parole, pronunciate in un sussurro da Markiyan, 19enne di Leopoli ora a Varsavia, e da tantissimi suoi coetanei, sono un’epigrafe per un’intera generazione.
Suo padre, un veterano del Donbas, lo ha spinto a partire, come tanti genitori hanno spinto i 100000 in fuga, fatti che smontano la narrazione eroica della resistenza.
Le famiglie ucraine, in verità, hanno capito che la sopravvivenza biologica e culturale dei propri figli vale più della continuità dello Stato.
La fiducia nella leadership e nel “senso del combattimento” è evaporata non per mancanza di amor patrio, ma per un sentimento più forte: i valori della famiglia su ogni altra cosa.
È un cortocircuito emotivo e politico devastante. La paura per un presente esplosivo ha sopraffatto la speranza in un futuro radioso da costruire insieme.
Non è viltà, come, invece, direbbero i nostri guerrafondai da salotto e talk show, ma è un realismo dettato dalla carneficina.
È la conseguenza di aver visto troppi ragazzi della propria cerchia non fare più ritorno o resi invalidi per sempre, in cambio di territori persi, un’economia al tappeto e una nazione che rischia di sparire dalle carte geografiche.
L’OMBRA DEL DOMANI: L’UCRAINA DOPO L’ESODO
Le conseguenze a lungo termine sono una bomba a orologeria demografica ed economica.
Sondaggi condotti tra i rifugiati ucraini in Europa dipingono un quadro agghiacciante: meno della metà è disposta a tornare, anche qualora la guerra cessasse all’istante.
Perché questi giovani non stanno semplicemente “aspettando”. Stanno costruendo altrove. E non si fidano di chi ha mandato a morire in guerra intere generazioni che non ci sono più.
Stanno imparando nuove lingue, iscrivendosi a università straniere, formando legami affettivi, entrando in economie più stabili.
Il legame con la madrepatria, già logorato dalla distanza, rischia di spezzarsi definitivamente.
L’Ucraina della dottrina Zelensky sta perdendo la guerra militare e rischia di perdere quella per il proprio futuro.
L’Ucraina è sempre di più una nazione da ricostruire, con le sue infrastrutture in macerie, ma senza i suoi architetti, i suoi ingegneri, i suoi insegnanti, i suoi innovatori, perché morti in battaglia o scappati per salvarsi.
Una nazione di anziani e di reduci invalidi, con un buco generazionale che richiederà decenni per essere colmato.
LA LIBERTÀ CHE UCCIDE LA SPERANZA
L’esodo dei 100.000 è il segnale che la pazienza di un popolo ha un limite e quel limite è l’annichilimento della propria progenie.
La legge di Svyrydenko, nata forse come una valvola di sfogo per salvare il salvabile, ha involontariamente manifestato la realtà della fede in un progetto nazionale collettivo che sta cedendo il passo all’istinto di conservazione individuale.
Gli ucraini non scelgono più Zelensky e la guerra, ma fuggono altrove.
Quel treno che attraversa il confine polacco non trasporta solo ragazzi spaventati, ma ciò che resta della gloria di un presidente vittima della sua vanagloria e della sua miopia politica, offuscata dai dollari occidentali e dalle promesse di vittorie impossibili.
Anche se l’Ucraina sopravvivrà come stato, riuscirà a sopravvivere come società?
FONTI
The Telegraph – Almost 100000 young men flee Ukraine in two months
https://www.telegraph.co.uk/world-news/2025/10/29/100000-young-men-flee-ukraine-two-months/- UNN News – Almost 100000 young men left Ukraine after rules were relaxed
https://unn.ua/en/news/almost-100000-young-men-left-ukraine-after-rules-were-relaxed-the-telegraph - Yahoo News UK – Will young Ukrainians return with borders open again?
https://uk.news.yahoo.com/young-ukrainians-return-borders-open-055000387.html - Brussels Signal – Young Ukrainian men rush to Polish border as Kyiv relaxes war restrictions
https://brusselssignal.eu/2025/09/young-ukrainian-men-rush-to-polish-border-as-kyiv-relaxes-war-restrictions/ - Intellinews – Young Ukrainians asylum seekers fleeing the war for Germany surges
https://www.intellinews.com/young-ukrainians-asylum-seekers-fleeing-the-war-for-germany-surges-406591/ - Gradus.app – Return or Stay? How Ukrainian Migrants’ Sentiments in the EU are Changing
https://gradus.app/en/open-reports/return-or-stay-how-ukrainian-migrants-sentiments-in-the-eu-are-changing/ - IFO Institute – Return of Ukrainian Refugees Depends on Security and Political Reforms
https://www.ifo.de/en/press-release/2025-10-10/return-ukrainian-refugees-depends-security-and-political-reforms - TVP World – Zelenskyy’s travel policy sparks surge in young Ukrainians leaving the country
https://tvpworld.com/89753486/zelenskyys-travel-policy-sparks-surge-in-young-ukrainians-leaving-the-country - Reuters – Ukrainian men aged 18-22 now allowed to cross the border freely
https://www.reuters.com/world/ukrainian-men-aged-18-22-now-allowed-cross-border-freely-pm-says-2025-08-26/ - Censor.net – About 100000 young men of draft age have left Ukraine
https://censor.net/en/news/3582393/about-100000-young-men-of-draft-age-have-left-ukraine - Germany reports increased arrivals of young Ukrainian men
https://www.indopremier.com/ipotnews/newsDetail.php?jdl=Germany_reports_increased_arrivals_of_young_Ukrainian_men&news_id=1706523&group_news=ALLNEWS&news_date=&taging_subtype=RUSSIA&name=&search=y_general&q=RUSSIA%2C+

Dott. Pasquale Di Matteo
Giornalista freelance, esperto di Politiche Internazionali ed Economia, Comunicazione e Critica d’arte. Laureato in Scienze della Comunicazione, con un Master in Politiche internazionali ed Economia, rappresenta in Italia la società culturale giapponese Reijinsha.Co.



