Ma come, ora il contante ci salverà la vita? Ma non era brutto, sporco e panacea degli evasori?
Ricordate la litania, no?
Il contante è il santo patrono della criminalità. È sporco, veicolo di virus e batteri. È insicuro, un relitto analogico in un mondo digitale. “Il futuro è pagare con lo smartphone”.
Una campagna a tappeto, pluriennale, condotta da media mainstream, istituzioni finanziarie e persino virologi da salotto. Il messaggio era cristallino: il futuro è cashless. La tracciabilità totale è progresso. La privacy, un lusso sospetto.
Poi, il silenzioso, imbarazzante dietrofront.
CONTRORDINE: TENETE CASH IN CASA. E NON CHIEDETE PERCHÉ.
Ora, la stessa Europa, attraverso gli stessi giornalisti che ci spiegavano il nuovo mondo digitale, ci suggerisce – con la nonchalance di chi raccomanda di bere più acqua – di disporre di scorte di contanti.
Almeno 70, meglio 100 euro a testa. Per ogni componente della famiglia.
La giustificazione ufficiale? Un probabile blackout causato da un cyberattacco russo. Una narrativa comoda, che si innesta perfettamente nel clima bellico che respiriamo dai notiziari.
Droni, missili, sconfinamenti nello spazio aereo… tutto sembra convogliare verso un casus belli pronto da confezionare e spacciare per reale, in modo da giustificare l’invio di truppe NATO in Ucraina, scatenando la Terza Guerra Mondiale.
Viene quasi il sospetto che i leader europei abbiano progettato un blackout dei sistemi finanziari per poi additare Mosca.
Un’ipotesi non certo campata per aria, visto il Nord Stream, il missile in Polonia nel 2022, i droni in Polonia del mese scorso, gli sconfinamenti in Alaska e in altri paesi NATO, l’attacco all’aereo di von der Leyen, tutti fatti mai avvenuti, oppure travisati, quando non è stata addirittura accertata la matrice ucraina.
La creazione di un nemico esterno è il più antico e collaudato strumento per unificare una popolazione, distogliere l’attenzione dai problemi interni e far digerire politiche altrimenti indigeste. In questo caso, i tagli al welfare per finanziare la macchina da guerra.
E la storia è piena anche di fake news inventate per scatenare una guerra. Ricordate, per esempio, le armi chimiche di Saddam, circostanza inventata di sana pianta dalla CIA?
Ma c’è un’ulteriore domanda che sorge spontanea e che ha il sapore acre del sospetto: ma siamo proprio sicuri che sia solo la guerra in Ucraina l’obiettivo?
IL SISTEMA BANCARIO È MALATO. E LORO LO SANNO.
Facciamo un’ipotesi, per quanto assurda possa sembrare. E se le istituzioni sapessero qualcosa che a noi non viene detto?
E se l’intero impianto economico-finanziario occidentale, quel castello di carte luccicante che ci hanno venduto come eterno, fosse sull’orlo del collasso?
Proviamo a guardare sotto il cofano. Come funziona, in realtà, il sistema del credito?
Quando una banca vi concede un mutuo o un prestito, non va a prendere quei soldi da un caveau stracolmo di banconote. Cioè, se non restituite il denaro prestato, non esiste un Mario Rossi che piange perché hanno tolto i soldi dal suo conto.
No. Quella cifra viene creata dal nulla, con un semplice click sulla tastiera di un computer.
La barca accredita sul vostro conto una somma che, materialmente, non esiste ancora. È un’iscrizione contabile. Denaro scritturale. Comunica alla banca centrale che ha immesso quel credito nel sistema.
È la magia della riserva frazionaria. Un gioco di prestigio legalizzato che regge solo finché tutti hanno fiducia che quelle scritture elettroniche corrispondano a un valore reale.
Ma voi quel denaro lo potete prelevare, perciò la BCE è, di fatto, obbligata a stampare moneta che prima non c’era. Infatti, ciò è una sorta di abuso legalizzato, in quanto nessun soggetto privato può autorizzare di stampare denaro. Eppure, di fatto, finanziarie e banche lo fanno ogni giorno.
È un sistema fragile. Estremamente fragile. E certamente poco limpido per cui la stessa idea di esistenza di un credito e di un debito è sibillina. Perché se io prelevo dal mio portafoglio 50 euro e te li presto, tu hai un debito di 50 euro e io posso dimostrare di non avere più quella banconota. Ma la banca non preleva quella banconota dal conto di nessuno, la crea.
Anche il fatto che vi presti denaro scritturale sarebbe da valutare, poiché le norme stabiliscano che un debitore debba restituire quanto prestato nella stessa sostanza. Perciò, se un debitore restituisse denaro scritturale?
Tranquilli, sono domande scomode e al limite dell’assurdo, ma aprite la mente e sforzatevi di comprendere il mondo in cui viviamo e quanto vi spacciano per prassi e normalità.
Ragionate.
LA TEMPESTA PERFETTA: GUERRA, DEBITO E LA CORSA ALLE ARMI.
Ora inseriamo in questo sistema già precario due elementi esplosivi.
Il primo: i fiumi di denaro pubblici deviati per acquistare armi, principalmente dagli USA, per finanziare la guerra in Ucraina.
Sono miliardi che escono dalle casse europee, indebitandoci ulteriormente, senza produrre un ritorno in benessere, salute o istruzione per i cittadini. Sono miliardi che aggravano il debito pubblico.
Il secondo: l’aumento dei tassi di interesse da parte delle Banche Centrali.
Questo è un colpo letale per un sistema basato sul denaro-debito creato dal nulla. Rende più costoso rifinanziare i debiti pregressi, sia per gli stati che per le banche stesse.
Molti istituti di credito hanno in pancia titoli e prestiti concessi quando i tassi erano addirittura negativi. Oggi, con i tassi alti, il valore di quelle attività crolla.
E se i correntisti, per un panico improvviso, una crisi di fiducia, iniziassero a voler ritirare i loro soldi, e non soltanto 100 euro per componente familiare, ma tutti i soldi?
Le banche, che detengono solo una frazione minima dei depositi in forma liquida, non potrebbero far fronte a tali richieste. È l’incubo di ogni banchiere centrale.
Ma dovrebbe essere l’incubo di tutti noi, poiché le banche vi ricorderebbero che, una volta depositato sul conto il denaro, quel denaro non è più vostro, ma della banca.
E ciò fa emergere anche un terzo elemento: se la frase di von der Leyen, per cui l’Europa dovrà trasformare i risparmi degli europei in investimenti, annunciasse un imminente prelievo forzoso dai nostri conti in nome della sicurezza nazionale e della guerra alla Russia?
PERCHÉ CI DICONO DI RITIRARE IL CONTANTE?
Il paradosso è fulminante. Chi demonizzava il contante oggi ci esorta ad averne. Un cortocircuito o c’è sotto altro?
La spiegazione più ottimista è la preparazione a un’emergenza digitale.
Quella più agghiacciante è che stiano preparando il terreno per un’emergenza finanziaria di portata sistemica.
Se il sistema digitale salta, per un blackout o per una corsa agli sportelli che blocca i server, il contante è l’unico modo per comprare il pane, la benzina, i farmaci.
Ci stanno forse dicendo, tra le righe, che la fiducia nel castello di carte potrebbe vacillare? Che la loro priorità non è salvare i vostri risparmi digitali, ma prevenire il caos sociale assicurando una minima liquidità per la sussistenza?
Sono solo ipotesi, certo. Teorie. Definitele anche strampalate se vi fa stare più tranquilli.
Ma quando chi ti ha dipinto il diavolo in faccia per anni adesso ti consegna all’improvviso un crocifisso e ti sussurra di stringerlo forte, beh, forse è il caso di iniziare a chiedersi che tipo di tempesta si stia realmente avvicinando. E se quella paura che ci vendono non sia un’arma di distrazione di massa da un pericolo molto, molto più grande e sistemico.
La verità è lì, in bella vista. Nella scomoda, imbarazzante, drammatica inversione a U di chi il contante lo vedeva come Satana e ora, all’improvviso, ci scommette la nostra sopravvivenza.

Dott. Pasquale Di Matteo
Giornalista freelance, esperto di Politiche Internazionali ed Economia, Comunicazione e Critica d’arte. Laureato in Scienze della Comunicazione, con un Master in Politiche internazionali ed Economia, rappresenta in Italia la società culturale giapponese Reijinsha.Co.




Una opinione su "CODICE ROSSO SUL CONTANTE. L’IMBARAZZANTE DOPPIOGIOCHISMO DELL’EUROPA TRA PAURA, GUERRA E UN SISTEMA BANCARIO IN AGONIA"