Nel 2019, la RAND Corporation consegnò all’esercito USA un manuale di 354 pagine: “Extending Russia: Competing from Advantageous Ground”.
(In fondo all’articolo, il link per accedere al documento)
L’obiettivo era far correre la Russia in troppe direzioni fino a farla collassare.
Armare l’Ucraina era identificata come “l’opzione più promettente” per colpire il “punto di maggiore vulnerabilità” russo, creando la stessa condizione che inferocì Kennedy nel ’62, con le basi missilistiche sovietiche a Cuba.
Sovraccaricare militarmente ed economicamente Mosca fino allo sfinimento, aumentando la produzione energetica USA, fornendo armi letali a Kiev, creando tensioni nel Caucaso, minando la fiducia elettorale russa.
Il problema è che la Russia, invece di collassare, ha reagito e oggi Putin annuncia missili ipersonici Oreshnik con la portata su tutta l’Europa, velocità Mach 10 e capacità di intercettazione della contraerea NATO pari a zero.
La strategia del logoramento ha prodotto una Russia più pericolosa, più determinata, più integrata con Cina e BRICS, mentre l’Europa paga bollette energetiche astronomiche e la sua industria è in crisi come mai prima d’ora.
Ai sottomarini americani e alle minacce di dazi di Trump, Putin ha risposto aumentando l’intensità dei bombardamenti e puntando i suoi missili imprendibili sull’Europa.

Se questo è evitare l’escalation, preferisco non vedere quando vorranno aumentarla.
Intanto, la Cina osserva e sorride.
Perché, mentre l’Occidente si dissanguava in Ucraina, Pechino stringeva accordi commerciali, consolidava alleanze, espandeva il proprio soft power.
La Russia, invece di implodere, è diventata il junior partner di un blocco sempre più coeso di un’alleanza sino-russa anti-americana.
I documenti RAND sono il perfetto esempio di come la politica non sia più affare dei politici, ma di tecnici che sulla carta vincono guerre che poi vengono perse nel mondo reale.
Nel 2019, i tecnici progettavano di indebolire la Russia. Nel 2023 pregavano che finisse in fretta.
Nel 2025 tremano per i missili ipersonici puntati su Berlino e implorano Trump di trovare una via d’uscita, perché anche gli USA si stanno dissanguando. E un conflitto mondiale sarebbe la fine.
FONTI: di seguito i link ai documenti ufficiali:
EXTENTING RUSSIA
Forse è il momento che la NATO ammetta la sconfitta. Perché il primo passo che porta al cambiamento è sempre la consapevolezza.
La geopolitica non è un videogioco e le conseguenze sono reali.
E i danni causati dai leader occidentali dureranno decenni.
Una opinione su "COS’HANNO A CHE FARE I THINK TANK USA CON LA GUERRA IN UCRAINA?"