C’è un momento, nella storia delle idee, in cui il silenzio diventa rumore. Quando le parole smettono di essere ponti e si trasformano in muri. Quando la narrazione pubblica, anziché specchio, diventa un caleidoscopio di bugie.
È qui che nasce Tamago, un nome che sa di origine, di forma senza spigoli, di un guscio che contiene ciò che il mondo esterno vorrebbe soffocare.
LA POLITICA È RESPIRO, NON SPETTACOLO
Ogni respiro è politica. Ogni boccone di pane, ogni pixel dello schermo, ogni lacrima versata in una notte insonne. La politica non è solo leggi e trattati, ma è la mano invisibile che modella il prezzo del latte, la qualità dell’aria, il destino di un soldato in trincea, il lavoro che avrai o che non troverai.
Eppure, da tre anni, i media mainstream hanno trasformato la guerra in un reality show.
Ci hanno raccontato di soldati russi che combattevano a mani nude, di microchip rubati dalle lavastoviglie ucraine, di un rublo ridotto a carta da parati. Poi, come in una farsa scritta male, hanno cambiato copione: l’economia di Mosca non era più in ginocchio, ma florida, e la Russia era armata fino ai denti, pronta a sfidare l’Europa intera e persino la NATO.
IL GIORNALISMO DIVENTATO PROPAGANDA
Dov’erano i giornalisti mentre i fatti si liquefacevano come neve al sole?
Occupati a insaponare gli F-16 di cui non si è sentito più parlare dopo che i primi due sono stati abbattuti dopo poche ore dal loro primo utilizzo, a celebrare controffensive ucraine mai avvenute, a trasformare le fabbriche tedesche di auto elettriche- fallimentari – in arsenali di guerra.
Hanno sostituito l’inchiesta con l’adulazione degli autocrati, glorificando Draghi, Von der Leyen, Meloni… chiunque faccia parte del copione del “noi contro loro”, dei buoni contro i cattivi.
Hanno sostituito il dubbio con la certezza, la verità con il qualunque cosa serva al potere. Così, la politica è diventata un teatrino di marionette, e noi – spettatori impotenti – abbiamo smesso di credere.
TAMAGO: UN UOVO CHE NON TEME DI ROMPERSI
Tamago nasce da qui: dalla frattura tra parole e realtà, tra verità e menzogna, tra dignità e propaganda.
È un contenitore che non ha paura di sporcarsi le mani. Un luogo dove artisti, filosofi, scrittori e cittadini comuni si incontrano per ridare senso alle cose. Perché l’arte non è fuga dalla politica, ma il suo specchio più crudele. La letteratura non è evasione, ma memoria. Il teatro non è intrattenimento, ma processo alle intenzioni.
LA STORIA COME BUSSOLA, NON COME SPADA
Non ci interessa la retorica del “noi contro loro”. Non vendiamo verità precotte, ma domande scomode. Le nostre analisi si reggono sulla storia: quella vera, non quella riscritta dai vincitori. Perché chi dimentica il passato non è solo condannato a ripeterlo: è complice di chi lo manipola.
UNA PIATTAFORMA CHE SFIDA LA GRAVITÀ
Tamago è gratuito, aperto, vivo. Non chiediamo soldi, ma cervelli. Non pretendiamo di spiegare, ma di attivare le menti per ragionare.
Qui, ogni contributo è una tessera di un mosaico più grande.
Non ci sono redazioni blindate, solo voci che si incontrano, si scontrano, si contaminano.
Per ora, la redazione è composta da me, Pasquale Di Matteo, scrittore, critico d’arte internazionale, divulgatore culturale e opinionista, e dal direttore, il Dott. Danilo Preto, giornalista, ex manager di aziende pubbliche e private, nonché responsabile della comunicazione, scrittore, opinionista e artista concettuale.
Ma se vuoi entrare a farne parte anche tu, sei ben accetto. Scrivilo nella pagina contatti.
IL FUTURO È UN UOVO: FRAGILE, MA POSSIBILE
C’è chi dice che il mondo sia diviso in vincitori e vinti. Noi crediamo che sia diviso in chi si arrende e chi continua a cercare.
Tamago è per chi non smette di cercare. Per chi sa che ogni idea, per quanto piccola, può incrinare il guscio dell’indifferenza. Per chi crede che la politica – quella vera – non sia una guerra, ma un dialogo.
PERCHÉ TAMAGO È NECESSARIO
Perché la verità non è un optional. Perché ogni bugia raccontata è un pezzo di umanità rubato. Perché se l’uovo non si rompe, non nasce nulla.
ENTRA IN TAMAGO. IL TUO PENSIERO È IL NOSTRO OSSIGENO.